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Pescara, 22/04/2026
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Data: 11/12/2009
Testata giornalistica: Il Messaggero
La protesta a Montecitorio: «Mantenete le promesse»

ROMA - Hanno rubato la scena a decine di sindaci "big" dell'Anci, riuniti a Roma per un consiglio nazionale straordinario davanti a Montecitorio. Tutti contro la Finanziaria del Governo Berlusconi. In piazza, per gli stessi motivi, anche i presidenti delle Comunità montane. Ma l'attenzione era tutta per la manifestazione degli amministratori locali dei comuni del "cratere", venuti a Roma per chiedere all'esecutivo di prorogare la sospensione delle tasse fino a giugno 2010 per le zone colpite dal sisma. In prima fila il sindaco dell'Aquila, Massimo Cialente, e la presidente della Provincia, Stefania Pezzopane, i vigili con il gonfalone della città dall'orgoglioso motto "Immota Manet". Al loro fianco imprenditori, disoccupati, chi in cassa integrazione, chi in attesa di un alloggio.
In trecento sono arrivati a bordo di quattro pullman, o in auto a proprie spese. Nel presidio, oltre alle istituzioni aquilane, i rappresentanti delle categorie produttive e delle forze sociali. E' un sit-in pacifico ma la rabbia è tanta, «perché non è vero che tutto è risolto. L'Aquila lotta ancora con l'emergenza e il Governo richiede già le tasse» urlano i terremotati. La delusione trabocca dalla voce, dal viso, dai gesti. «Ho perso un milione di euro tra beni immobili e mancato fatturato, ma dal governo ho avuto solo 800 euro. Il lavoro è ripreso, ma pagare le tasse ora sarebbe una mazzata, le banche poi ci hanno voltato le spalle». Pino Scimia, imprenditore aquilano, ha una ditta di distribuzione di prodotti per ristorazione. Non ha bisogno di megafoni, ma ci tiene a raccontare la sua storia. Al suo fianco Cialente, che ai giornalisti consegna il suo sfogo: «La popolazione dell'Aquila sta pagando un prezzo altissimo. Non è che gli aquilani non vogliono pagare le tasse. Chiediamo di pagarle come è stato fatto per le altre tragedie, le sospensioni che hanno avuto gli altri, prima di noi. Ci devono lasciare il tempo di rialzare la testa. L'Aquila è distrutta, è ormai una città fantasma. Noi siamo come un anemico ricoverato al quale non solo è stata tolta una sacca di sangue ma addirittura si praticano i salassi come si faceva nel Medioevo. E' qualcosa di disumano pensare che noi possiamo pagare le tasse». La Pezzopane va giù duro: «Siamo in emergenza ma dal primo dicembre abbiamo ricevuto richieste per pagamenti di bollo auto, Ici e Tarsu per le seconde case. Ma chi le ha più le seconde case? E' forse troppo chiedere di essere trattati al pari dei terremotati di Umbria, Marche e Molise, dove la sospensione delle tasse è durata 12 anni?».
I manifestanti hanno ricevuto il sostegno di alcuni parlamentari dell'opposizione. Tra i quali il leader dell'Udc, Pier Ferdinando Casini che ha detto: «Gli aquilani sono stati trattati come cittadini di serie B. Ci sono dei problemi concreti. Con gli spot non si risolvono i problemi». Un giovane aquilano strappa una promessa allo stesso Casini, che annuncia: «Verrò a trovarvi durante le feste di Natale». Per il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, «dire che tutto è risolto è un insulto per i cittadini colpiti dal sisma». Di Pietro: «Chiediamo al presidente della Camera Fini di dare il giusto spazio per discutere di questi problemi in aula».
E Fini nel pomeriggio ha ricevuto una delegazione di amministratori locali. «Ha sollecitato Tremonti -ha detto Pezzopane- e promesso che farà in modo che la questione venga inserita in Finanziaria o nel decreto legge di cui parla Bertolaso».

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