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Pescara, 22/04/2026
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Data: 12/12/2009
Testata giornalistica: Il Messaggero
Il dopo terremoto - «Senza il decreto sulle tasse fuggiranno in venticinquemila» I dubbi di Cialente su una possibile trappola per Bertolaso

E se fosse scattata una trappola per Bertolaso? Il dubbio sorge il giorno dopo il sit in davanti a Montecitorio e, allora, il sindaco risale sulla sua auto e corre a Roma per bussare alla porta del ministro Tremonti, alla ricerca di una risposta che possa togliergli il tarlo dalla testa. Non ci ha dormito, non gli tornano i conti, e non solo quelli delle tasse da pagare, ma anche e soprattutto gli altri del decreto legge, promesso entro la fine dell'anno, sulla proroga del pagamento delle tasse. Perché un così importante annuncio è stato fatto da Bertolaso e non dal ministro dell'Economia o dallo stesso premier, come in altre occasioni? Perché, anche durante le manifestazioni di protesta, a ribadire che il decreto sarebbe arrivato e sarebbe arrivato entro la fine dell'anno, è stato sempre Bertolaso? Perché anche il presidente della Regione, Chiodi, dopo l'iniziale euforia, ha preso un po' le distanze, dicendosi sicuro soltanto quando vedrà messo tutto nero su bianco? Il tarlo continua a rodere e Cialente corre da Tremonti, ma il Ministro, evidentemente, ha poca voglia di far dormire sonni tranquilli al sindaco dell'Aquila.
E, allora, un'altra notte insonne, roso dal tarlo: «E se fosse solo una trappola per Bertolaso?», in attesa del decreto. Notte tormentata da incubi perché già nelle tredicesime sono presenti le tasse da pagare: «Noi già da adesso abbiamo ricominciato a pagare. Non solo, con le buste paga di dicembre noi riprenderemo a pagare l'Irpef, per non parlare del fatto che io in questi giorni ho dovuto inviare le cartelle per il pagamento dell'Ici. In una città distrutta da nove mesi, ricominciare a pagare, come se niente fosse, è disumano. Così facendo gli aquilani saranno tra coloro che in Italia pagheranno di più le tasse in assoluto perché non solo faranno fronte a quanto dovuto, ma restituiranno anche il 100%, che significa 60 milioni di euro nel 2010 e 110 milioni l'anno in 5 anni e, quindi, non in 10 come gli altri». Lancia un allarme che fa rabbrividire: «Tra i lavoratori autonomi dell'Aquila, nessuno finora ha pensato di lasciare la città. Ebbene, la decisione del Governo di far pagare da subito le tasse ai miei concittadini, credo che possa far decidere a molti addetti, circa 25 mila, di lasciare in futuro la città, su cui pesano anche circa 18 mila cittadini in cassa integrazione. Quindi, quello che non ha fatto il terremoto lo farà questa scelta di finanza». «Non ci prendano in giro» grida il sindaco che, ormai, non crede più neanche al suo amico Bertolaso «perché hanno ingannato anche lui». È una partita che non si può rischiare di perdere. Non c'è tempo: le imprese devono ottemperare agli adempimenti fiscali e previdenziali entro il 15 dicembre.
La Lega Nord, attraverso il suo referente per la provincia dell'Aquila, Franco Sebastiani Croce, respinge le affermazioni di Cialente e della Pezzopane circa la responsabilità di Carroccio e ministro dell'Economia per le scarse concessioni al territorio terremotato, soprattutto in materia di agevolazioni fiscali: «Gli aquilani non sono stati lasciati soli e non verranno abbandonati e questo lo si evince da quanto si è visto fare dal Governo a tutti i livelli istituzionali. I fondi per la ricostruzione ci sono e le tasse verranno sicuramente spostate in avanti nel 2010». Sebastiani Croce denuncia, invece, un'assenza di progettualità: «Se fossi al posto di Cialente e Pezzopane, mi preoccuperei di mettere mano a un progetto che definirei "Ecosistema urbano L'Aquila" che possa dare spazio alla ricostruzione complessiva della città e dell'intera provincia».
Niente che possa togliere il tarlo a Cialente: «Mi spiace molto che qualcuno possa pensare che si tratti di una posizione politica. In questo momento la sospensione delle tasse non c'è. Abbiamo dei segnali contrastanti ma sono segnali molto duri, forse ci troviamo al centro di uno scontro che non riguarda più i terremotati». Una discussione che, secondo il primo cittadino, verrà forse ripresa nella notte. «Non abbasseremo la guardia» chiosa il segretario provinciale del Pd, Michele Fina. Il dibattito sulla restituzione delle tasse non risparmia neanche i più popolari social network, Facebook in particolare, con utenti aquilani che hanno lasciato migliaia di messaggi per chiedere un'ulteriore proroga sulle tasse. Sono oltre 1.460 gli utenti iscritti al gruppo "Aquilani in sciopero fiscale" e 109 quelli del gruppo "Contro la restituzione anticipata delle tasse".

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