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Data: 12/12/2009
Testata giornalistica: Il Centro
Sanità, Chiodi nuovo commissario. Redigolo va via. La Regione ottiene 2 miliardi 306 milioni per il 2010

La nomina approvata dal Consiglio dei ministri. Il governatore: ora al lavoro per risanare l'Abruzzo

PESCARA. La sanità regionale torna nelle mani degli abruzzesi. Ieri il Consiglio dei ministri ha nominato il governatore Gianni Chiodi commissario ad acta per il piano di rientro. Chiodi sostituisce il commissario Gino Redigolo, nominato a fine 2008.
Un atto atteso da tempo: da un lato l'incarico di Redigolo si sarebbe comunque concluso a fine dicembre, dall'altro il Patto per la salute sottoscritto tra governo e Regioni la scorsa settimana stabilisce espressamente che in caso di commissariamento sia il governatore della Regione ad assumere l'incarico (il commissariamento ministeriale è previsto solo in caso di mancato rispetto del piano di rientro sottoscritto dal commissario-governatore). Prassi già seguita in altre regioni come Lazio e Campania. L'Abruzzo aveva dovuto accettare il commissario spedito dal ministro del welfare Maurizio Sacconi perché in quel momento c'era metà giunta agli arresti e un presidente vicario in carica.
Chiodi, che ha partecipato alla seduta del Consiglio dei ministri, ha ringraziato il commissario Redigolo per il lavoro svolto e ha chiesto, ottenendolo, di potersi avvalere di uno o due sub commissari ad acta che provvederà ad individuare «al più presto». Chiodi ha quindi promesso che il suo impegno «sarà riconsegnare presto l'Abruzzo nel novero delle regioni più vituose».
Per il governatore sarà un percorso non facile. Sul tavolo troverà subito la questione del ticket sulla riabilitazione che Redigolo aveva imposto per decreto su sollecitazione del tavolo tecnico del ministero dell'Economia e poi sospeso. Ma soprattutto ci sarà la questione del riordino degli ospedali e dei tagli che inevitabilmente dovrà fare. Argomento sul quale Redigolo aveva sempre incalzato la giunta.
Intanto l'Abruzzo ha ottenuto dal Fondo di riparto nazionale per la Sanità, 2 miliardi 306 milioni, circa 62 milioni 470mila euro in più dello scorso anno. Il 2.8% in più strappato dopo una lunga trattativa conclusa nella mattinata di ieri dopo una seduta-fiume notturna dei presidenti e degli assessori delle Regioni che ha visto protagonisti per l'Abruzzo, oltre a Chiodi, l'assessore alla Sanità Lanfranco Venturoni e quello al Bilancio Carlo Masci.
«Abbiamo colto un risultato tanto difficile quanto importante per la nostra attività amministrativa», ha commentato il governatore. «E' il segnale inequivocabile che siamo riusciti a difendere bene le ragioni del nostro territorio e delle nostre popolazioni. Con una dotazione più ricca contiamo di migliorare i servizi e di continuare l'azione di risanamento della sanità per dare risposte a tutti i cittadini». La somma ottenuta è molto vicina a quella necessaria a coprire anche i mancati introiti e le maggiori spese dovute all'aumento della mobilità dei pazienti fuori regione e alla riduzione della mobilità verso l'Abruzzo a causa del terremoto che ha reso per lungo tempo inutilizzabile il policlinoco aquilano. Lo stesso Redigolo aveva sollecitato il governo a stanziare almeno 50 milioni in più.

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