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Pescara, 22/04/2026
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Data: 14/12/2009
Testata giornalistica: Il Messaggero
L'aggressione al premier - Berlusconi sotto shock al San Raffaele: l'avevo detto, contro di me troppo odio. Il presentimento: «Speriamo non accada nulla». Poi: «Sono miracolato»

Tac e punti di sutura, prognosi di 20 giorni: «Frattura del setto nasale, ferita al labbro e due denti spezzati». Accorrono figli, amici e ministri. Nel pomeriggio verrà dimesso

MILANO - Un po' di acqua, sul comodino dell'ospedale. Silvio Berlusconi non ha voluto altro per affrontare la prima notte nella stanza del «San Raffaele». Ma, agli amici ed alcuni collaboratori, ha anche puntato l'indice contro «il clima ostile che ha portato a una campagna d'odio contro di me», in questi giorni soprattutto. Ad Emilio Fede ha detto di sentirsi «un miracolato perchè se colpito un centimetro più su avrebbe perso l'occhio». Se tutto andrà bene, lascerà l'ospedale oggi pomeriggio. Il bollettino medico, diffuso nella tarda serata, parla di una prognosi di 20 giorni. Le ferite sono state rimarginate, ma provocano «molto dolore». L'aggressore gli ha tirato quel pezzo di souvenir, una statuetta di pietra raffigurante il Duomo di Milano, con violenza e molta forza, dicono i sanitari. L'esame della Tac ha individuato una frattura del setto nasale, una ferita lacero contusa che ha richiesto alcuni punti di sutura al labbro inferiore. Due denti fratturati. Quando è arrivato in barella, il premier aveva il sangue che macchiava metà del corpo. Il primario, Alberto Zangrillo, ha spiegato con una battuta: «Ha riempito una camicia di sangue».
Da piazza Duomo dalla quale saliva il fragore della contestazione come degli applausi, lo scenario per Berlusconi è cambiato in modo fulmineo: e adesso si trova in una stanza, assistito dai dottori con il camice bianco, mentre i figli, in punta di piedi (Marina, la prima ad arrivare, Piersilvio, Barbara, Eleonora), lo hanno circondato di affetto. C'è stato un via vai incessante (da Emilio Fede a Galliani, dai ministri Bondi e Brambilla al vice-ministro Fazio, da Maroni a Galliani, da Bonaiuti a Cantoni), anche se i medici hanno consigliato di non affaticarlo con troppe visite. Fede, in particolare, è stato al centro di un siparietto. Ad un giornalista di «Annozero» di Santoro, che si era avvicinato per fargli una domanda, ha risposto così: «Annozero? Complimenti, complimenti. Lo sa che se sbagliava di qualche centimetro, il premier poteva essere morto?». In ogni caso, Fede ha già deciso che Di Pietro «non parlerà mai più al Tg4».
Berlusconi ha stretto la mano a tutti, a qualcuno ha anche confessato di essere stato colpito a freddo. Un amico rivela: «Aveva l'aggressore a due passi, ma non ha intuito che stesse compiendo un gesto violento. Silvio stava stringendo alcune mani ai supporter, ma ha visto bene in faccia Tartaglia. Infatti, dopo essere stato aggredito, malgrado il sangue uscisse da bocca e naso, ha voluto guardarlo ancora in volto. Il presidente non pronunciava parola, ma osservava con stupore l'aggressore come per dirgli: "Perchè fai questo! Perchè hai voluto procurarmi del male!" Poi si è lasciato scivolare sui sedili dell'auto ed è stato accompagnato ».
Fin dal pomeriggio, da quando è uscito da Arcore, aveva un presentimento. Profetica la sua battuta quando è salito sul palco della manifestazione: «Mi avete fatto un'imboscata! Mi dicono che dovrei fare un comizio, io volevo soltanto fare gli auguri di Natale». Racconta Paolo Bonaiuti, portavoce: «Mentre eravamo in macchina, andando verso Milano dove poi avrebbe tenuto il comizio, mi ha espresso, più volte, la sua preoccupazione per il clima di odio e di aggressione nei suoi confronti. Anche in ospedale, dopo la tac, mi ha chiamato chiedendomi di spiegare a tutti i ministri e ai medici quel suo presentimento. Io avevo anche cercato di rasserenarlo, ma devo dire che, purtroppo, aveva ragione». Secondo Bonaiuti, «questo attacco violento nei confronti del presidente e del nostro partito ci preoccupa, e deve preoccupare l'intero Paese». Nel gelo di piazza Duomo, cercando di calmare i contestatori, aveva esclamato: «Noi non siamo come voi, siamo gente libera e vi lasciamo esprimere le vostre idee in un pacato dialogo. Voi vorreste trasformare l'Italia in una piazza urlante che inveisce e condanna. Vergogna, vergogna». Mezz'ora dopo, la statuetta del souvenir lo ha sfigurato al volto. Ma nel comizio, che contrariamente alle attese non è stato un «predellino2» (soltanto il via al tesseramento Pdl, con l'obiettivo di cercare un milione di adesioni), aveva detto di avere un partito coeso e un governo stabile, per cui avrebbe chiuso le riforme entro la legislatura. Aveva attaccato duramente l'opposizione che dipinge «il capo del governo come un mostro, ma non credo di esserlo». La sinistra al governo, è stato l'affondo finale, «pensa a uno Stato di polizia tributaria» mentre il centrodestra non ha «messo le mani nelle tasche degli italiani».

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