Avezzano. Ora il malcontento passa dai treni ai bus: il collegamento con Roma è difficoltoso
AVEZZANO - Oltre ai treni anche l'Arpa non va. Lo sostiene un gruppo di pendolari marsicani che firma una lettera diretta al Direttore di esercizio, al Presidente Arpa, al responsabile Arpa di Avezzano, all'Assessore regionale ai trasporti Giandonato Morra, al direttore regionale ai trasporti avvocato Carla Marinetti e, ovviamente al Messaggero che si sta interessando da anni del problema del collegamento Marsica - Capitale. «La mattina solo due corse - scrivono i pendolari - quella delle 5,50 e quella delle 6,45 permettono di raggiungere Roma in orario compatibile con i normali servizi mentre un'ulteriore corsa, quella delle 9,45 risulta pressoché inutilizzabile per recarsi al lavoro». I pendolari denunciano lunghe soste a Magliano per attendere bus di rinforzo: «per ovviare è stata chiesta maggiore disponibilità di posti». Inoltre alcuni bus non sono igienici, «sono datati» - scrivono i pendolari che appongono firma e numero di telefono. E in più denunciano la circostanza che dopo il raccordo anulare c'è il noto imbottigliamento per entrare a Roma. E' stata più volte ipotizzata la soluzione della deviazione su ponte Mammolo dove si potrebbe salire sulla metro ma poi in tal senso non si è proceduto. I pendolari analizzano anche la soluzione del collegamento Avezzano - Lunghezza che potrebbe essere positivo se esistesse una metropolitana immediatamente utilizzabile. In tal senso si era pronunciato favorevolmente anche il sindaco di Avezzano Floris. Insomma le soluzioni ci sono ma che aspetta l'assessore regionale a sedersi al tavolino e trovarle?