ROMA. Ridurre la pressione fiscale sul lavoro dipendente e sui pensionati complessivamente per 20 miliardi nei prossimi tre anni: è quanto chiede la Cgil, che propone una riforma fiscale che di fatto sposti la pressione sulle transazioni finanziarie, sulle rendite finanziarie, e sulle grandi ricchezze, oltre a recuperare l'evasione fiscale, che, secondo il sindacato, vale 110 miliardi.
«Il prelievo fiscale sul lavoro dipendente e sulle pensioni - ha detto il segretario generale Guglielmo Epifani - è il più alto d'Europa. Non è giusto, c'è bisogno di mettere mano a questa iniquità, e bisogna farlo adesso». Epifani ha sottolineato che è possibile, attraverso il recupero dell'evasione fiscale, la definizione di un'imposta sulle grandi ricchezze e l'aumento dell'aliquota fino al 20% sulle rendite finanziarie, «spostare fino a 20 miliardi di euro» a favore di lavoratori e pensionati facendo in modo che «altri che possono paghino di più».
La Cgil sottolinea come il lavoro autonomo pur rappresentando il 28,5% dell'occupazione concorra alle entrate tributarie solo per il 13,1%. «Se la pressione fiscale generale nel 2009 è il 43,3% - si legge nello studio del sindacato - quella sul lavoro arriva in media al 44,4%. E' la più alta d'Europa». Secondo il sindacato guidato da Epifani la riforma dell'Irpef per il periodo 2010-2012 dovrebbe costare 19,8 miliardi. Questa riforma dovrebbe comprendere tra le altre cose l'aumento delle detrazioni per i redditi da lavoro dipendente e da pensione per almeno 500 euro entro marzo 2010, l'innalzamento e l'unificazione delle quote esenti per i redditi da lavoro e da pensione e la riduzione della prima aliquota del 23% al 20% e della terza dal 38% al 36%. A questa riforma si potrebbero aggiungere interventi sulla quattordicesima per i pensionati più poveri (facendo rientrare gli importi fino a 1.100 euro) e la detassazione del secondo livello contrattuale (per altri 4,2 miliardi in tre anni). Sulle coperture la Cgil ha indicato una previsione di 1,5 miliardi per l'imposta sulle transazioni finanziarie, tra 2,5 e 4,5 miliardi per l'aumento dell'aliquota sulle rendite finanziarie, 5 miliardi per la revisione degli estimi catastali e l'imposta sulle grandi ricchezze, 8 miliardi per lotta all'evasione fiscale e 6 miliardi di recupero di gettito.