FINO a ieri i treni, anche i più brutti, sporchi e ritardatari, avevano almeno un vantaggio sul viaggio in automobile: costavano meno. Per chi, da solo, doveva spostarsi da Genova a Parma, la scelta migliore era il biglietto ferroviario. Oggi non è più così. Nel giro di 24 ore il prezzo del viaggio in seconda classe GenovaParma è passato da 18 euro e 15 centesimi a 35 euro. Meglio allora prendere l'auto, dove tra pedaggio autostradale e carburante la spesa è di 31,51 euro. È una delle tante (brutte) sorprese del nuovo orario ferroviario, in vigore da oggi fino a sabato 12 giugno. Con una semplice ricerca sul sito internet delle Ferrovie scopriamo che il costo del biglietto GenovaBologna, a parità di treni, è passato da 52,60 a 56,50 euro. Molto meglio andare in automobile: tra pedaggio e carburante la spesa, secondo i calcoli del sito Viamichelin.it (che però non tengono conto dell'usura del mezzo), è di 45,88 euro. I casi in cui il treno non conviene più, o perlomeno non più come prima, si moltiplicano. Da Genova a Brescia il biglietto sale da 30,20 a 32 euro, andare in auto costa 34,43 euro. Da Genova a Napoli il costo per la seconda classe che ieri era di 76,40 euro oggi è di 80,50 euro, contro i 113,64 euro dell'automobile. Mentre il treno GenovaVenezia è balzato da 43,10 a 46 euro. L'ufficio stampa delle Ferrovie dello Stato spiega che «i biglietti sono diventati più cari per i i treni "di mercato", che non ricevono sovvenzioni pubbliche. È stata una scelta obbligata, necessaria per mantenere i conti in pareggio. Inoltre da domani ( oggi , ndr.) non c'è più lo sconto del 5% per chi acquista il biglietto online». In altre parti d'Italia la differenza è ancora più evidente. Il prezzo del viaggio da Milano a Roma è di 86 euro e 80 centesimi in auto, 89 euro in treno. Quello da Bologna a Firenze è di 21 euro in auto, 24 euro in treno. Quello da Milano a Bologna è di 33,26 euro in auto, mentre in treno è di 28,50 euro con l'Eurostar, di 41 euro con la Tav. In Liguria, nonostante i rincari, le ferrovie continuano ad essere competitive. Il prezzo del regionale GenovaSan Remo è di 13 euro, meno della metà del viaggio in automobile. Il GenovaLa Spezia costa 12, 50 euro. Cioè un euro e 10 centesimi in più di ieri, ma sempre meno dei 23 euro in automobile. Secondo Massimiliano Amirfeiz, pendolare ligure e titolare di una ditta, Green mobility, attiva nel settore della "mobilità sostenibile", «la Liguria è rimasta relativamente al riparo da quest'ondata di aumenti tariffari, che riguardano principalmente l'Alta velocità e quindi non toccano Genova. Ma per le famiglie, anche a Genova, il treno è proibitivo. Se ti devi muovere con moglie e figli, conviene l'auto». L'aumento delle tariffe non è stato un fulmine a ciel sereno: quello di oggi è il terzo scatto programmato in tre anni. Ed è anche un rincaro in linea con gli altri Paesi: fino a ieri il biglietto italiano era ampiamente al di sotto della media europea. Il rischio è però di incentivare l'uso delle quattro ruote, venendo meno agli impegni internazionali presi. Antonio Tajani, commissario europeo ai trasporti e membro del Popolo della libertà, aveva lanciato a giugno il Libro bianco sulla "politica dei trasporti del futuro" sottolineando la necessità di incentivare il trasporto pubblico ed ecologico. Le stesse Ferrovie dello Stato offrono da tempo, sul loro sito internet, uno strumento, Ecopassenger, che consente di confrontare per gli aerei, le automobili e i treni del trasporto passeggeri in Europa, il consumo di energia, le emissioni di CO2 e le emissioni in atmosfera di gas di scarico. Il treno, indubbiamente, sarebbe il mezzo più ecologico. Fino a ieri era anche il più economico. Oggi, in molti casi, non lo è più.