Nelle città metropolitane cresce la domanda di trasporto pubblico ma intanto si continua a perdere tempo in auto. Ed è salato il prezzo della congestione: 2,6 miliardi all'anno nelle 15 maggiori città, quasi lo 0,2% del pil italiano. Oltre la metà deriva dall' 'immobilità' di Roma, che assorbe il 52,8% del conto totale. E' il rapporto di Cittalia, la fondazione di ricerche dell'Anci, a dire quanto le città italiane siano 'malate di traffico'. Nella Capitale si passano in auto 74 minuti al giorno, nei giorni feriali, cioè due settimane all'anno, a Napoli 63, a Torino 62, a Milano un'ora. Siamo sommersi dalle auto: nell'area metropolitana di Napoli la densità è di 6.270 veicoli per chilometro quadrato, a Torino sono 5.413, a Milano 5.302. Ne risente la scorrevolezza del traffico: nei giudizi dei cittadini solo Torino si avvicina alla sufficienza, 5,8, grazie anche alla sua forma a pianta quadrata, In cima alla lista nera Napoli: il voto nella pagella dei suoi abitanti è 3,4; appena un po' meglio Roma, 3,5. Insufficienza piena anche per Milano, 4,6 e Genova, 4,8. L'auto privata continua a essere preferita perché garantisce velocità doppia, 22,8 chilometri orari, rispetto ai mezzi pubblici, fermi a 12,4 km/h. Ma la domanda di trasporto pubblico nelle città metropolitane in otto anni è cresciuta del 15,6%, più che negli centri urbani (+13,4%). Cresce quasi ovunque il numero dei pendolari: +10,7% a Genova, + 7,7% a Milano, +6% a Torino. L'aumento globale nelle 15 più grandi città italiane é stato del 5,5%. Ai disagi del traffico si aggiungono gli incidenti, comunque in calo (-15,8%): la più pericolosa è Milano, 14,1 incidenti ogni mille veicoli, seguita da Firenze, 11,4. Infine, secondo Cittalia, i cittadini di tutte le aree metropolitane interessate dalla ricerca chiamati a riflettere su un modello di mobilità futura efficiente per la propria città, concordano che non si deve incoraggiare la mobilità privata, ma occorre puntare su quella pubblica e su sistemi intermodali. Alla mobilità pubblica sono più interessati i residenti di Napoli, Milano e Roma, mentre quelli di Genova spingono anche sulla scelta intermodale.