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Data: 17/12/2009
Testata giornalistica: TrambusNews Roma
Cittalia, città italiane malate di traffico. Ogni anno in fumo 2,6 miliardi di euro. Presentato dal centro ricerche dell'anci il rapporto per il 2009

Nelle città metropolitane cresce la domanda di trasporto pubblico ma intanto si continua a perdere tempo in auto. Ed è salato il prezzo della congestione: 2,6 miliardi all'anno nelle 15 maggiori città, quasi lo 0,2% del pil italiano. Oltre la metà deriva dall' 'immobilità' di Roma, che assorbe il 52,8% del conto totale. E' il rapporto di Cittalia, la fondazione di ricerche dell'Anci, a dire quanto le città italiane siano 'malate di traffico'. Nella Capitale si passano in auto 74 minuti al giorno, nei giorni feriali, cioè due settimane all'anno, a Napoli 63, a Torino 62, a Milano un'ora. Siamo sommersi dalle auto: nell'area metropolitana di Napoli la densità è di 6.270 veicoli per chilometro quadrato, a Torino sono 5.413, a Milano 5.302. Ne risente la scorrevolezza del traffico: nei giudizi dei cittadini solo Torino si avvicina alla sufficienza, 5,8, grazie anche alla sua forma a pianta quadrata, In cima alla lista nera Napoli: il voto nella pagella dei suoi abitanti è 3,4; appena un po' meglio Roma, 3,5. Insufficienza piena anche per Milano, 4,6 e Genova, 4,8. L'auto privata continua a essere preferita perché garantisce velocità doppia, 22,8 chilometri orari, rispetto ai mezzi pubblici, fermi a 12,4 km/h. Ma la domanda di trasporto pubblico nelle città metropolitane in otto anni è cresciuta del 15,6%, più che negli centri urbani (+13,4%). Cresce quasi ovunque il numero dei pendolari: +10,7% a Genova, + 7,7% a Milano, +6% a Torino. L'aumento globale nelle 15 più grandi città italiane é stato del 5,5%. Ai disagi del traffico si aggiungono gli incidenti, comunque in calo (-15,8%): la più pericolosa è Milano, 14,1 incidenti ogni mille veicoli, seguita da Firenze, 11,4. Infine, secondo Cittalia, i cittadini di tutte le aree metropolitane interessate dalla ricerca chiamati a riflettere su un modello di mobilità futura efficiente per la propria città, concordano che non si deve incoraggiare la mobilità privata, ma occorre puntare su quella pubblica e su sistemi intermodali. Alla mobilità pubblica sono più interessati i residenti di Napoli, Milano e Roma, mentre quelli di Genova spingono anche sulla scelta intermodale.

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