ROMA. Roberto Formigoni per la Lombardia, Giuseppe Scopelliti per la Calabria, Sandro Biasotti per la Liguria, con la new entry della leader Ugl Renata Polverini per il Lazio. Sono queste le candidature a presidente di regione per il Pdl approvate ieri dall'ufficio di presidenza del Pdl. Ma soprattutto il vertice del partito ha deciso di dare alla Lega i candidati di Piemonte e Veneto.
Galan silurato. Il «benservito» a Giancarlo Galan in Veneto, dopo 15 anni di presidenza del Veneto, arriva al termine di un tira e molla durato mesi nel centrodestra. Ieri sera è stato lui stesso, d'impeto, ad anticipare con poche righe - «peggio di un tradimento» - le decisioni assunte a Roma dall'ufficio di presidenza del Pdl: Galan, uomo vicino a Berlusconi, dovrà insomma farsi da parte, dopo essere stato per tre legislature la punta di lancia del centrodestra nel Nordest. Il governatore che aveva portato a casa progetti come il Mose a Venezia e il Passante di Mestre, dovrà lasciare via libera ad un leghista, quasi certamente il sindaco Flavio Tosi. Il nome lo deciderà Umberto Bossi, ma a quel punto a Galan interesserà poco. «La decisione è avvenuta a Roma naturalmente - ha sibilato Galan - e considero quanto avvenuto peggio di un tradimento, e cioè un errore. Ora mi prenderò il tempo necessario per riflettere tentando di capire regole e modalità di un modo di fare politica che non condivido ma che posso tentare di comprendere».
«Capisco l'amarezza di Galan, ma in una coalizione di Governo non ci sono tradimenti ma scelte», commenta il coordinatore del Pdl La Russa: «La Lega - aggiunge - è stato un buon alleato, molto condiscendente e ha facilitato le scelte che sono state complessivamente fatte».
Il cambio di consegne Pdl-Lega in Veneto, tuttavia, arriva da molto lontano. Già nel luglio 2008 a Padova, il Senatur - nel famoso comizio in cui alzò il dito medio all'indirizzo dell'Inno di Mameli - aveva investito come candidato per la Regione Flavio Tosi, fresco sindaco di Verona. Da allora il toto-candidato presidente è proseguito senza interruzioni, per un anno e mezzo. A metà settembre Galan era riuscito ad avere un faccia a faccia con Berlusconi, ad Arcore, senza però strappare nessuna promessa al premier. Poi, a metà ottobre 2009, in una cena a palazzo Grazioli, Berlusconi e Bossi avevano trovato l'accordo che dava il Veneto alla Lega.
Polverini in Lazio. «Esprimo grande soddisfazione per la candidatura di Renata Polverini a governatore del Lazio nel centrodestra. Ora si può creare uno schieramento ampio sul territorio e sulla Regione fortemente competitivo». Lo ha detto il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, lasciando l'ufficio di presidenza del Pdl a palazzo Grazioli dopo la decisione sulle candidature. Martedì la conferenza stampa di presentazione del candidato.