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Pescara, 22/04/2026
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Data: 17/12/2009
Testata giornalistica: Il Messaggero
La riforma dei servizi pubblici locali - Oggi al consiglio dei ministri i decreti attuativi. Fitto e Ronchi: entro 6 mesi arriverà l'Authority

Alemanno e Cremonesi (Acea): si va nella giusta direzione, con i privati più efficienza

ROMA - No ai veti ideologici, alle strumentalizzazioni. Sì ad una riforma che dia efficienza e competitività ai servizi pubblici locali. Gianni Alemanno e Giancarlo Cremonesi, presidente di Acea, sono sulla stessa linea. «La riforma Ronchi - dice il sindaco al convegno organizzato da Confservizi - è positiva, va nella direzione giusta. Non condivido la demonizzazione in atto, una lettura unilaterale e superficiale». In sostanza, la riforma che smonta i monopoli locali e apre ai privati, e i cui decreti attuativi verranno esaminati oggi in consiglio dei ministri, è «un adeguato compromesso per garantire i servizi pubblici e fare entrare risorse private e capacità imprenditoriali in questo sistema». Al di là delle critiche, molto dure, partite dall'opposizione, che vengono rispedite al mittente. Se il sindaco parla esplicitamente di processo virtuoso che si può attivare, «perchè le risorse che arriveranno dai privati potranno essere destinate a sviluppare le infrastrutture», Cremonesi, che guida l'Acea, insiste sull'opportunità di erogare un servizio con più qualità. Con i privati e le nuove regole è quindi possibile un salto in avanti. Seguendo logiche industriali ed eliminando vecchi vizi strutturali. «Le aziende locali - aggiunge Cremonesi, allargando il discorso - saranno più competitive sia in Italia che all'estero. Così l'intero comparto, che vale il 2% del Pil, può contribuire alla crescita del Paese anche in funzione anticiclica». Certamente - hanno sottolineato sia il ministro per i rapporti con le Regioni, Raffaele Fitto che Andrea Ronchi, ministro per le politiche comunitarie - la liberalizzazione dei servizi locali va e sarà accompagnata da una adeguata regolamentazione. Soprattutto nel settore idrico. Entro 6 mesi - hanno assicurato i due ministri - verrà stabilito come si articolerà l'Authority che vigilerà sulle tariffe. E se sarà un ente nuovo di zecca o se alcune competenze verranno attribuite alle autorità già esistenti. Ronchi ha invitato tutti ad un confronto serio e aperto sul tema. «Basta slogan e bugie - ha detto - perché nessuno vuole privatizzare un bene pubblico come l'acqua. L'impianto varato dal governo è analogo a quello predisposto dal precedente esecutivo». L'obiettivo del ministro è quello di dare efficienza visto che nel nostro Paese c'è una dispersione idrica pari al 47%, un vero record mondiale dovuto «all'inerzia delle amministrazioni». «Ritengo fondamentale - aggiunge Cremonesi - che si abbia un'Authority, così come quella per l'energia, anche per acqua, ambiente e trasporti, che fissi al di sopra delle parti quali sono le regole, controlli il livello dei servizi, fissi, in funzione degli investimenti che vengono fatti e della qualità del servizio, le tariffe giuste ed eque per il cittadino».
La riforma, nelle intenzioni del governo, consentirà quindi di dare un colpo ai monopoli, di aprire il mercato e, si spera, di ottenere costi minori per gli utenti finali. Una sfida per tutti, privati ed enti locali. Per il bene comune.

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