«Assurdo che per 3 anni nelle aziende sia negata la pensione agli operai»
PESCARA. Sulla durata del governo Prodi ha scommesso anche il suo seggio da parlamentare, che ha lasciato per occuparsi a tempo pieno di pensioni, welfare, immigrati. Paolo Ferrero, ministro della solidarietà sociale e unico esponente di Rifondazione comunista nel governo dell'Unione, è convinto che ci sono le carte in regola perché la stagione del centrosinistra non sia effimera.
«Ma è necessario che venga rispettato il patto che l'Unione ha sottoscritto con la sua gente» ha scandito di fronte ai militanti del suo partito raccolti nell'area dibattiti della festa di Liberazione, nel parco di Villa de Riseis. A Pescara è giunto in treno: niente auto ministeriale, ha deciso, per le manifestazioni di partito.
Ministro Ferrero, da alcuni giorni si è aperta la discussione sulla finanziaria. Lei ha contestato la prima bozza redatta da Padoa-Schioppa. Qual è il nodo da sciogliere?».
«Quello che ho chiesto è che si possa spalmare la manovra su due anni, in modo da poter prima procedere ad una serrata lotta all'evasione e all'elusione fiscale e poi ad altre operazioni».
Dove dovrebbero essere reperite le risorse?».
«E' stato sufficiente nominare Vincenzo Visco viceministro dell'economica perché con le autodichiarazioni di giugno l'importo incassato dallo Stato aumentasse. In Italia ci sono più beni di lusso di persone che secondo le loro dichiarazioni potrebbero permetterseli. E' lì che vanno cercate le risorse che mancano».
La discussione si sta legando anche alla riforma delle pensioni. Qual è la sua idea su quest'altro tema caldissimo?
«Bisogna per prima cosa modificare le storture dell'ultima riforma, quella del 2003. Lo "scalone" è estremamente dannoso per i lavoratori e per le imprese. Assurdo che per tre anni nelle aziende nessuno potrà andare più in pensione. Non mi spaventa tuttavia pensare che con l'allungamento della vita si possa andare in pensione in età più avanzata. Non mi piacciono invece i disincentivi: togliere parte della pensione ad un operaio o ad un impiegato comunale, vorrebbe dire spingerli verso i servizi sociali. Bisogna incentivare, questo sì, specie per le professioni meno usuranti».
Un altro grande tema di questi anni è quello del precariato giovanile.
«Un tema centrale anche per le pensioni. Chi ci dice che il vitalizio viene pagato dai contributi che ognuno ha versato nel corso della sua vita come se fosse un salvadanaio, racconta fiabe: le pensioni vengono pagate dai lavoratori attivi. Anche per questo nei prossimi mesi introdurremo misure che rendano più costoso il lavoro precario in modo da favorire contratti regolari». (p.g.)