Iscriviti OnLine
 

Pescara, 22/04/2026
Visitatore n. 753.361



Data: 18/12/2009
Testata giornalistica: Corriere della Sera
La protesta dei pendolari - Caos treni dopo l'Alta velocità. Il Piemonte guida il fronte contro i tagli. Le Regioni: ai privati le linee soppresse

La Toscana al governo: quei convogli sono di utilità sociale, vanno ripristinati

MILANO - Un partito delle Regioni per ripristinare i treni a media e lunga percorrenza. È la risposta politica ai tagli di Treni­talia. Con Piemonte, Liguria ed Emilia Romagna pronte anche ad assegnare le tratte a vettori privati pur di non lasciare isola­ti pezzi di provincia che fino a ieri potevano contare su un col­legamento, se pur di serie B, con l'Alta velocità. Ma anche con la Toscana che richiama il governo al suo dovere: «Quei treni sono di utilità sociale, van­no ripristinati».

Dopo la protesta dei pendola­ri, anche le Regioni fanno senti­re la loro voce. E come succede in carrozza, il dito è puntato sul­la qualità dei treni che ci sono (locali in ritardo e sporchi) e sull'importanza di quelli che non ci sono più (Eurostar City tagliati). Il Piemonte la sua stra­da l'ha intrapresa. «Di fronte al­le continue proteste dei pendo­lari abbiamo fatto l'unica cosa da fare: liberalizzare il traporto locale (di competenza delle Re­gioni) e aprire alla concorren­za », afferma il governatore Mer­cedes Bresso. «Il governo ha fat­to una sorta di proroga di sei an­ni alla legge Ue, noi abbiamo scelto un'altra strada». I bandi per tre lotti sono già pubblicati sulla Gazzetta Ue. «A febbraio saranno raccolte le manifesta­zioni di interesse», spiega l'as­sessore Daniele Borioli. Nel 2010 sarà la volta di altri due lotti. Finora hanno mostrato in­teresse aziende pubbliche e pri­vate, italiane e non (tedesche e svizzere). La clausola inderoga­bile: «L'utilizzo di materiale ro­tabile nuovo». Fin qui la rete lo­cale. «Ma ora sembra che si sia arrivati a un triste momento- dice Bresso -. Quello dell'ab­bandono di tutta la rete non-Av. Cuneo, Asti, Alessan­dria sono state tagliate fuori. Ho preso spesso il Torino-Bolo­gna, trenaccio ma sempre pie­no ». E adesso? «Adesso stiamo ragionando per ripristinarlo at­traverso accordi senza oneri o con piccole retribuzioni». Le va a ruota Borioli: «Accordi anche con privati, per permettere a di­stretti storici di agganciarsi al­l'Alta velocità. Ne avevamo par­lato anche con Trenitalia...».

Da qui il progetto di uno shuttle Torino-Bologna, ma an­che di un Torino-Genova che continui verso la Toscana. Un'idea condivisa dal governa­tore della Liguria Claudio Bur­lando: «L'Alta velocità è fonda­mentale. Capisco pure che lì si fanno i soldi, la concorrenza al­l'aereo. Ma le altre tratte non de­vono morire, siamo indignati». E l'assessore Enrico Vesco ag­giunge: «Di fronte all'arroganza di tagli unilaterali ecco la no­stra risposta: la messa a gare di quelle tratte». «Arrabbiato» an­che Alfredo Peri, assessore re­gionale dell'Emilia Romagna (nel 2007 la gara per regionale è stata vinta da un consorzio Trenitalia-ferrovie locali): «Ar­rabbiato per le fermate soppres­se (Faenza, Forlì, Cesena). E per quegli Eurostar City tagliati che da noi erano stati integrati nel servizio regionale con un con­tributo: 110 euro l'anno a cari­co dei pendolari (6000 quelli che hanno aderito), 240 dalla Regione». E il Torino- Alessan­dria- Piacenza- Bologna? «Forse di nicchia ma interessante. Dob­biamo ora valutare i costi». Con­trario invece ad «operazioni spot» l'assessore della Toscana Riccardo Conti: «Il piano regio­nale può essere integrato, e va bene l'apertura alla concorren­za. Ma la competenza di quelle tratte è del governo e il mini­stro deve fare il suo mestiere».

www.filtabruzzo.it ~ cgil@filtabruzzo.it