La Toscana al governo: quei convogli sono di utilità sociale, vanno ripristinati
MILANO - Un partito delle Regioni per ripristinare i treni a media e lunga percorrenza. È la risposta politica ai tagli di Trenitalia. Con Piemonte, Liguria ed Emilia Romagna pronte anche ad assegnare le tratte a vettori privati pur di non lasciare isolati pezzi di provincia che fino a ieri potevano contare su un collegamento, se pur di serie B, con l'Alta velocità. Ma anche con la Toscana che richiama il governo al suo dovere: «Quei treni sono di utilità sociale, vanno ripristinati».
Dopo la protesta dei pendolari, anche le Regioni fanno sentire la loro voce. E come succede in carrozza, il dito è puntato sulla qualità dei treni che ci sono (locali in ritardo e sporchi) e sull'importanza di quelli che non ci sono più (Eurostar City tagliati). Il Piemonte la sua strada l'ha intrapresa. «Di fronte alle continue proteste dei pendolari abbiamo fatto l'unica cosa da fare: liberalizzare il traporto locale (di competenza delle Regioni) e aprire alla concorrenza », afferma il governatore Mercedes Bresso. «Il governo ha fatto una sorta di proroga di sei anni alla legge Ue, noi abbiamo scelto un'altra strada». I bandi per tre lotti sono già pubblicati sulla Gazzetta Ue. «A febbraio saranno raccolte le manifestazioni di interesse», spiega l'assessore Daniele Borioli. Nel 2010 sarà la volta di altri due lotti. Finora hanno mostrato interesse aziende pubbliche e private, italiane e non (tedesche e svizzere). La clausola inderogabile: «L'utilizzo di materiale rotabile nuovo». Fin qui la rete locale. «Ma ora sembra che si sia arrivati a un triste momento- dice Bresso -. Quello dell'abbandono di tutta la rete non-Av. Cuneo, Asti, Alessandria sono state tagliate fuori. Ho preso spesso il Torino-Bologna, trenaccio ma sempre pieno ». E adesso? «Adesso stiamo ragionando per ripristinarlo attraverso accordi senza oneri o con piccole retribuzioni». Le va a ruota Borioli: «Accordi anche con privati, per permettere a distretti storici di agganciarsi all'Alta velocità. Ne avevamo parlato anche con Trenitalia...».
Da qui il progetto di uno shuttle Torino-Bologna, ma anche di un Torino-Genova che continui verso la Toscana. Un'idea condivisa dal governatore della Liguria Claudio Burlando: «L'Alta velocità è fondamentale. Capisco pure che lì si fanno i soldi, la concorrenza all'aereo. Ma le altre tratte non devono morire, siamo indignati». E l'assessore Enrico Vesco aggiunge: «Di fronte all'arroganza di tagli unilaterali ecco la nostra risposta: la messa a gare di quelle tratte». «Arrabbiato» anche Alfredo Peri, assessore regionale dell'Emilia Romagna (nel 2007 la gara per regionale è stata vinta da un consorzio Trenitalia-ferrovie locali): «Arrabbiato per le fermate soppresse (Faenza, Forlì, Cesena). E per quegli Eurostar City tagliati che da noi erano stati integrati nel servizio regionale con un contributo: 110 euro l'anno a carico dei pendolari (6000 quelli che hanno aderito), 240 dalla Regione». E il Torino- Alessandria- Piacenza- Bologna? «Forse di nicchia ma interessante. Dobbiamo ora valutare i costi». Contrario invece ad «operazioni spot» l'assessore della Toscana Riccardo Conti: «Il piano regionale può essere integrato, e va bene l'apertura alla concorrenza. Ma la competenza di quelle tratte è del governo e il ministro deve fare il suo mestiere».