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Pescara, 22/04/2026
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Data: 18/12/2009
Testata giornalistica: Il Messaggero
Scudo fiscale, arriva la proroga con imposta crescente. Per aderire tempo fino ad aprile. Approvato anche il regolamento attuativo della riforma dei servizi pubblici locali

ROMA Scudo prorogato con aliquota crescente. Il Consiglio dei ministri ha approvato la riapertura dei termini per l'operazione di rientro o regolarizzazione dei capitali (e delle altre attività). La novità, ormai largamente attesa, è inserita nel decreto "milleproroghe". Chi vorrà aderire dovrà versare un'imposta pari al 6 per cento dal primo gennaio fino alla fine del mese di febbraio. Poi dal primo marzo fino al 30 aprile, data in cui la finestra si chiuderà definitivamente, l'aliquota salirà al 7 per cento.
Le coordinate del nuovo scudo fiscale le ha fornite Giulio Tremonti, prima a voce alla Camera poi con un comunicato del ministero. In precedenza si era creato qualche equivoco per le parole del ministro Matteoli che nella conferenza stampa successiva al Consiglio dei ministri aveva parlato di proroga alle stesse condizioni.
Il nuovo livello delle aliquote, differenziato, risponde all'obiettivo di applicare un trattamento diverso a coloro che perfezioneranno l'adesione nel 2010, rispetto a chi lo aveva già fatto nelle settimane precedenti. Allo stesso tempo opera un'ulteriore distinzione tra coloro che effettueranno il versamento in tempi brevi (e presumibilmente non hanno potuto farlo prima per la complessità delle procedure) e i ritardatari. Il 6 per cento per i primi due mesi sarà quindi anche un incentivo ad affrettarsi.
Per stasera è atteso un primo bilancio accurato sull'operazione scudo che si è conclusa martedì scorso. L'introito fiscale per lo Stato dovrebbe essere di almeno cinque miliardi, in corrispondenza di circa 100 miliardi di capitali (o altre attività) rimpatriati o regolarizzati. Dalla riapertura invece gli operatori attendono un ulteriore afflusso di risorse per circa 30 miliardi, e dunque un ulteriore gettito fiscale vicino ai due miliardi. Prudenzialmente però, come del resto aveva già fatto quest'estate al momento di lanciare la sanatoria, il ministro Tremonti ha scelto di contabilizzare un gettito esclusivamente simbolico, pari ad un euro.
Sempre ieri il Consiglio dei ministri ha approvato anche il regolamento attuativo della riforma dei servizi pubblici locali, ultimo atto di un complesso processo di riforma del settore. In particolare vengono fissati i paletti per lo svolgimento delle gare, che d'ora in poi dovrebbero rappresentare la procedura normale per l'assegnazione dei servizi ai gestori. Questa decisione del governo però non è piaciuta alle Regioni perché, come ha spiegato il presidente dell'Emilia Romagna e della Conferenza Regioni, Vasco Errani, molte di loro hanno posizioni diverse e dunque chiedono un confronto.
Approvato infine il regolamento di attuazione ed esecuzione del codice dei contratti pubblici. Gli obiettivi illustrati dal ministro delle Infrastrutture Matteoli sono la semplificazione delle procedure e l'apertura del mercato.

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