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Pescara, 22/04/2026
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Data: 18/12/2009
Testata giornalistica: Il Messaggero
Val di Sangro: via i collegamenti, paura per la Sevel. Dai progetti per l'aeroporto alla soppressione del volo

LANCIANO - Quando la Sevel, con il suo "Ducato", tirava a mille sui mercati italiani e stranieri, fino a diventare un "modello" da studiare nei corsi di management delle Università, si era persino parlato di realizzare un piccolo aeroporto in Val di Sangro, proprio a supporto del "colosso" del Gruppo Fiat. Era il decennio tra il 1990 e il 2000, e tra i promotori dell'idea i sindaci d'allora di Lanciano e Fossescia, Nicola Fosco ed Enrico Di Giuseppantonio. Lo scalo, in particolare, avrebbe dovuto fare da "ponte" con l'aeroporto di Pescara da dove manager, dirigenti e supertecnici Fiat volevano raggiungere in tempi brevissimi lo stabilimento di Val di Sangro. Bei sogni! Adesso succede che proprio Di Giuseppantonio, arrivato alla presidenza della Provincia di Chieti, si sia ritrovato nelle condizioni di dover strillare contro la cancellazione del volo Pescara-Torino deciso dall'Air Vallée e contro l'orario ferroviario invernale che di fatto cancella collegamenti diretti tra l'Abruzzo e il Piemonte.
Per il Sangro la preoccupazione è che il taglio dei collegamenti con Torino stia, tra l'altro, anche a significare un ridimensionamento della Sevel, la più grande fabbrica d'Abruzzo, seimila dipendenti, dove già si sono persi 1.500 posti di lavoro, tra pecari e contratti a termine. La pensa così uno che il mondo del lavoro lo conosce molto bene, il segretario regionale della Fiom-Cgil, Nicola Di Matteo. «Sarà pure un orgoglio nazionale - sottolinea - l'accordo della Fiat con la Chrysler, ma in Italia e tanto meno in Val di Sangro, non si sa cosa di preciso voglia fare la Fiat. Spero di sbagliarmi, ma la mia sensazione è che il gruppo torinese pensi a un ridimensionamento della Sevel in Val di Sangro. Altrimenti perché puntare ad una operazioni con la casa americana, oppure a quell'altra, poi fallita, con la Opel e non, ad esempio, con la consociata Psa-Peugeot, con cui la stessa Fiat produce il "Ducato" nel Sangro. Il presidente della Regione e i sindaci del territorio si devono muovere per scoprire queste carte».
Bacchetta soprattutto il governo regionale, Nicola Dio Matteo. «Avanti di questo passo - dice - alla Sevel e nel suo indotto si potrebbe arrivare a licenziamenti di massa e la Regione non ha fatto niente per portare la Fiat a un tavolo di trattativa per arrivare ad una gestione unitaria della crisi. I lavoratori e i sindacati sono stati lasciati soli, mentre occorre una mobilitazione di tutte le forze, e soprattutto della politica, per uscire da questa grave situazione».

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