Tanto è fragorosa l'eco della rabbia che palazzo Chigi si affretta a diramare una nota (l'ennesima) nel pomeriggio: «Le preoccupazioni espresse sono infondate. La norma contenuta nel cosiddetto decreto "milleproroghe" stabilisce solo il principio, accantona le risorse necessarie e rinvia ad un decreto del Presidente del Consiglio le modalità della sospensione. Tale misura verrà emanata a breve, a conferma dell'impegno del Governo a sostegno delle popolazioni e delle aree colpite dal sisma». D'altronde dalle prime ore di ieri è tutto un susseguirsi di attacchi a Governo, Bertolaso, Tremonti (il più bersagliato) e Chiodi, di documenti di protesta, di idee per manifestazioni eclatanti. Alla fine, sostanzialmente, esce una posizione comune: "no" deciso alla bozza circolata in queste ore (sospensione prorogata solo per gli autonomi fino al 30 settembre 2010), lettera a Napolitano con richiesta di incontro, convocazione di consigli regionale e comunale straordinari, grande assemblea cittadina prima di Natale. L'accordo esce al termine dell'assemblea convocata all'Ance dalla Provincia alla quale hanno preso parte anche i sindaci, le associazioni, il deputato Giovanni Lolli, il sindaco Massimo Cialente, il consigliere regionale Giovanni D'Amico. Ma è fin dal mattino che il clima si fa teso. Lo "schiaffo" del Governo fa malissimo. Il vicepresidente del Consiglio regionale, Giorgio De Matteis, va giù duro nel corso di una conferenza stampa: «Bertolaso la deve smettere: come si permette a dire che è tutto a posto? Con chi parla? Tremonti, poi, sembra il ministro della Repubblica Cispadana, non di quella italiana. Se il decreto fosse così, sarebbe una violazione della costituzione: crea disparità e tensioni sociali. È stupido socialmente e politicamente. Napolitano non lo firmi». Nel pomeriggio si rincara la dose all'assemblea all'Ance. Stefania Pezzopane: «È una situazione inaccettabile, un vero tradimento. Sono offesa anche dal comportamento del presidente Chiodi, che continua a dire che è tutto a posto e che il testo sarà cambiato». Giovanni Lolli: «Quello che è inaccettabile è la presa in giro. Se il Governo ci avesse detto all'inizio che più di tanto non si poteva avere ci saremmo regolati. Invece ci sono stati anche annunci roboanti, come quella di Bertolaso. Ora nessuno ci venisse a dire di non protestare. La nota di palazzo Chigi? Basta con le chiacchiere. L'emergenza lavoro e sviluppo è aperta: il decreto non prevede proroghe per la cassa integrazione mentre il Cipe ancora non stanzia i fondi per le attività produttive». Massimo Cialente ha annunciato che il Comune erogherà l'autonoma sistemazione anche per il mese di novembre, facendosi carico delle spese. Poi ha tuonato: «È passato il concetto che qui è stato dato troppo. Questo è il senso vero dello scontro che c'è nel Governo». Chiodi ha parlato in mattinata («Stiamo lavorando per ampliare la fascia dei beneficiari»), poi nel pomeriggio («Il testo nel milleproroghe sarà un altro»). Il Pdci chiede le sue dimissioni. D'Alessandro (Pd) lo attacca: «Del Pdl non ci si può fidare, Chiodi chieda scusa». Prc e Di Pietro contro il Governo: «Ennesima presa in giro». I sindacati nazionali Cgil, Cisl e Uil hanno annunciato una mobilitazione («Stop ai tributi anche a dipendenti e pensionati» ha detto Raffaele Bonanni, Cisl). Stessa cosa hanno fatto l'Ugl dell'Aquila e il Coisp. Le categorie e le associazioni hanno firmato un documento congiunto. La battaglia si annuncia durissima.