C'è chi è già pronto per lo sciopero in Comune, Provincia e Asl e chi guarda a Roma e investe del problema le segreterie nazionali. Tutti scendono in guerra contro il Governo. Il mondo sindacale è compatto. «È difficile persino trovare le parole nel commentare le notizie sulle decisioni del Governo in merito alla vicenda delle tasse - dicono in coro Cgil, Cisl e Uil -. Nessun riguardo per le categorie più deboli, per i lavoratori dipendenti, per i pensionati, persino per le migliaia e migliaia di persone che sono rimaste senza lavoro o si trovano in cassa integrazione. Abbiamo scherzato, i benefici annunciati per mesi a favore di chi con il terremoto ha già perso moltissimo, le rassicurazioni degli ultimi giorni (quando si è temuto che le promesse fossero soltanto fumo negli occhi) si sono rilevati proprio quel che sono: parole, promesse, annunci». È arrivato il momento «che questi fatti vengano discussi a livello nazionale, che di essi si parli a Roma e non soltanto in Abruzzo e per questi motivi le segreterie nazionali sono state informate di quanto accade e si sono dette pronte a far propri i diritti e le aspettative dei terremotati».
«Il Governo ha disatteso tutti gli impegni relativi alla detassazione assunti nei confronti degli aquilani - aggiunge il segretario regionale della Cisl, Gianfranco Giorgi -. È passata la linea dura del ministro Tremonti, che invitiamo a venire di persona all'Aquila per rendersi conto dell'immane tragedia che sta ancora vivendo il nostro territorio». «L'atteggiamento assunto dal Governo è vergognoso e inaccettabile e segna il destino del territorio, che in queste condizioni, non ce la farà a ripartire, come non troverà la giusta spinta propulsiva l'apparato produttivo locale» conclude Giorgi, annunciando azioni di lotta: «Invitiamo il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano; il presidente del Consiglio dei Ministri, Silvio Berlusconi, e il capo della Protezione Civile, Guido Bertolaso, a mantenere gli impegni assunti con gli aquilani e a non rendersi autori di palesi discriminazioni di trattamento rispetto ad altri cittadini italiani terremotati». Il Consiglio della Camera di commercio si rivolge alle stesse istituzioni, approvando un ordine del giorno, nel quale, «ritenuto penalizzante per le categorie più svantaggiate l'esclusione dal provvedimento», chiede «di porre in essere tutte le iniziative possibili e necessarie al fine di risolvere le problematiche di tutti gli abitanti, delle categorie produttive e delle pmi del territorio, senza alcuna distinzione, tutelando in particolare le categorie più deboli quali i precari, i cassintegrati e i pensionati, attraverso interventi dedicati; di riconoscere alla popolazione del cratere sismico lo stesso trattamento già riservato alle popolazioni di Umbria e Marche».