Scoppia la bufera sul decreto milleproroghe varato dal Consiglio dei Ministri che ripristina il pagamento delle tasse per le popolazioni terremotate, eccezion fatta per i redditi da lavoro autonomo e dei professionisti. «Un provvedimento che rischia di innescare enormi tensioni sociali in un territorio già in ginocchio - ha dichiarato il vice presidente del Consiglio regionale Giorgio De Matteis -. Chiedo al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano di non firmare il provvedimento che fa di lavoratori dipendenti, cassintegrati, precari dei figli di un Dio minore. Noi dell'Mpa continueremo a raccogliere le firme contro il provvedimento che ripristina il pagamento di tasse e tributi e, per quanto riguarda le candidature per le prossime provinciali, inizieremo un confronto interno per capire come comportarci». A sollecitare l'intervento del Capo dello Stato è la presidente della Provincia dell'Aquila Stefania Pezzopane, che al Presidente Napolitano chiede un incontro insieme agli altri rappresentanti delle Istituzioni locali; la presidente ha anche auspicato una presa di posizione sulla vicenda da parte del Governatore Chiodi: «Sono offesa dal comportamento del Presidente della Regione, che continua a dire che tutto è a posto. Mi sarei aspettata che Chiodi, che ha preso il timone in mano, ci avesse convocato subito per aprire un confronto con cittadini, istituzioni ed enti locali». «Chiederemo che Chiodi riferisca in un Consiglio regionale straordinario» ha aggiunto il vice presidente del Consiglio regionale Giovanni D'Amico, mentre per l'onorevole del Pd Giovanni Lolli «in Parlamento sono convinti che per L'Aquila sia stato fatto anche troppo, e non parlo solo della Lega e di Tremonti, ma anche di compagni della mia stessa coalizione. Il testo non è definitivo, ma occorre una mobilitazione immediata altrimenti si arriverà al paradosso che il datore di lavoro non pagherà le tasse a differenza dei suoi dipendenti». «Disumano il ritorno al pagamento delle tasse», ha dichiarato il sindaco del capoluogo Massimo Cialente: «Alcuni pensano che con la consegna delle case si sia fatto tutto per L'Aquila, che invece - come ha detto il Censis - è ancora una città fantasma». Anche le segreterie nazionali di Cgil, Cisl e Uil sono state informate della questione e hanno chiesto un incontro urgente con rappresentanti del Governo. «Di questa gente non ci si può più fidare e ora Chiodi chieda scusa», ha commentato il capogruppo del Pd all'Emiciclo: Anche nel Pdl c'è chi ha preso le distanze dal milleproroghe, come il consigliere comunale dell'Aquila Enrico Verini. I vertici nazionali, regionali e provinciali aquilani di Prc hanno parlato di «presa in giro dei cittadini aquilani», e il segretario regionale de La Destra Luigi D'Eramo ha asserito che «la decisione del Governo di far pagare le tasse a tutti tranne che ai lavoratori autonomi rischia di mettere in ginocchio migliaia di famiglie». «Perplessità sulla sospensione dei tributi» è stata espressa anche dal comitato di coordinamento comunale del'Aquila dell'Idv. L'Mpa ha chiesto la convocazione di un Consiglio comunale straordinario con la partecipazione di Chiodi e Bertolaso.