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Pescara, 24/04/2026
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Data: 19/12/2009
Testata giornalistica: Il Centro
Malattia, aumentano le assenze. E Brunetta porta la reperibilità per le visite a 7 ore. «Costretto a cambiare le fasce per colpa dell'assenteismo»

ROMA. Dalla prossima settimana scatteranno le nuove fasce orarie di reperibilità per le visite mediche di controllo dei dipendenti pubblici in malattia. Saranno estese a sette ore (dalle quattro attuali) e andranno dalle 9.00 alle 13.00 del mattino e dalle 15.00 alle 18.00 della sera; un aumento di tre ore rispetto all'attuale reperibilità, compresa tra le 10.00-12.00 e le 17.00-19.00. Lo ha fatto sapere il ministro della Pubblica Amministrazione Renato Brunetta, che ha motivato la decisione per combattere «l'assenteismo opportunistico», che negli ultimi quattro mesi sembra essersi riaffacciato tra i dipendenti pubblici, con l'aumento delle assenze per malattia; di fronte al quale il precedente ampliamento a undici ore (8.00-13.00 e 14.00-20.00), applicato sino a giugno scorso, aveva invece avuto, ha detto Brunetta, un «effetto deterrente».
Esenzioni sono previste per i malati oncologici o con patologie gravi che richiedono terapie salva-vita e per altri casi come i malati per causa di servizio. Da gennaio, ha ricordato inoltre Brunetta, «partirà un'altra rivoluzione» con il via alla trasmissione telematica dei certificati medici all'Inps, «per tutti, nel pubblico e nel privato. Si tratta di 15 milioni di lavoratori dipendenti», il che vuol dire - ha sottolineato - abbattere tempi e costi sui 150-200 milioni di certificati prodotti ogni anno (considerando una media di 10 giorni di malattia pro-capite) e «far risparmiare 2-3 mila impiegati all'Inps che non archivieranno più certificati inutili ma svolgeranno un'altra mansione». La stretta si spiega con un aumento delle assenze per malattia dei dipendenti pubblici: a novembre hanno registrato un incremento del 44,3% rispetto allo stesso mese dell'anno scorso. Si tratta della quarta variazione positiva registrata a partire da agosto, dopo un calo che fino a giugno si era attestato in media al 38% in un anno. «Un andamento sinceramente inaspettato», ha detto Brunetta. «Da luglio in poi ho cambiato le fasce di reperibilità, riportandole a quattro ore, pensando che il fenomeno fosse ormai sotto controllo e si fosse assestato. Così non era», di qui la decisione - ha spiegato - di estendere la fascia delle viste fiscali a sette ore. La Cgil protesta: «Si colpisce il diritto alla salute di tutti i lavoratori della pubblica amministrazione invece di colpire, con controlli mirati, chi si assenta dal lavoro ingiustamente», dice il responsabile del dipartimento dei Settori pubblici della Cgil Nazionale, Michele Gentile. La stretta, secondo Gentile, non tiene conto di dati che dimostrano «senza nessuna ombra di dubbio, una continua diminuzione dell'assenteismo nel pubblico impiego, in linea con quanto emerge dai conti degli anni precedenti». «Gentile - replica una nota del ministero - rifletta sul fatto che l'uso privato della salute dei lavoratori pubblici da lui denunciato è semmai proprio quello di dipendenti che decidono di truffare colleghi e cittadini millantando malattie inesistenti»

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