Il maltempo blocca anche il calcio. Disagi sulle autostrade del centro-nord
ROMA - Flagellata dal vento e dalla neve, immobilizzata dal ghiaccio, isolata dalle mareggiate, stordita dal freddo: così l'Italia di questi giorni affronta la carica del Generale Inverno che bussa alle porte con la colonnina di mercurio che scende sempre più in basso. Erano anni che il maltempo non metteva in ginocchio il Belpaese come sta facendo in questi giorni e continuerà a fare, tra alti e bassi, fino alla vigilia di Natale. Le bufere di neve che hanno ricoperto Bologna e le Venezie, ma anche Liguria, Piemonte, Lombardia, Toscana e Umbria sono, a detta degli esperti, le più estese e copiose dal 2001 ad oggi, e il freddo, con punte eccezionali nella notte, rende ancora più difficile la circolazione stradale ma anche di treni e aerei che ieri hanno visto ritardi e cancellazioni. L'aria che proviene dall'Artico e che ha portato il gelo al Centro Nord ha regalato ieri un giorno di vacanza in più ai molti studenti che hanno trovato la scuola chiusa, e ha amareggiato i tifosi che non hanno visto scendere nei campi coperti di neve le loro beniamine. Tra tutte le partite sospese, i due anticipi di campionato, Bologna Atalanta e Fiorentina Milan.
Oltre ai disagi, gli incidenti: sull'A4, all'altezza di Bergamo, ieri mattina uno spazzaneve ha investito una Passat su cui viaggiava una famiglia francese. Il mezzo ha agganciato l'auto, l'ha trascinata e schiacciata contro un guardrail: una ragazzina di 13 anni è rimasta gravemente ferita ed è stata estratta dalle lamiere in stato di incoscienza. E un agricoltore di Bossolasco, provincia di Cuneo, è morto l'altra notte tra le fiamme che avevano avvolto la sua abitazione e che erano state scatenate dal liquido infiammabile con cui voleva accendere la stufa per difendersi dai quei -8 rilevati in tutta la zona.
Disagi seri per i terremotati del Comune di Marsciano che sono stati assistiti dalla protezione civile mentre Perugia e dintorni venivano imbiancati. Le nevicate infatti non hanno colpito solo l'arco che dalla Liguria arriva alle Venezie, si sono spinte a quote basse fino alle Marche, al Lazio e all'Abruzzo e solo nella serata di ieri è finita l'allerta neve per lasciare il passo al gelo che prevede nelle prime ore di stamane temperature vicine ai -10 in località come Aosta, Cuneo, Torino, Bolzano, Trento, Bologna, Piacenza e Udine.
Ma torniamo ai disagi di ieri. E alle autostrade perché è proprio lì che il maltempo ha creato i maggiori problemi: dal pomeriggio di venerdì, per 24 ore, la neve è scesa ininterrottamente su 1.300 chilometri della rete del gruppo Autostrade per l'Italia e l'altra notte l'autostrada della Cisa è stata chiusa al traffico come la Bretella che collega Lucca con Viareggio. Autostrade per l'Italia ha messo in campo nelle tratte interessate dal maltempo oltre 450 mezzi per lo spargimento dei cloruri, 850 lame sgombraneve e circa duemila persone al lavoro. Per la sicurezza delle autostrade e delle principali strade extraurbane delle regioni del Centro Nord sono state impiegate oltre 500 pattuglie della polizia stradale con 1.200 agenti. Ma non basta, avvertono, serve l'aiuto di chi si mette in strada che dovrà adeguare lo stile di guida alle condizioni della strada e mantenere sempre e comunque la distanza di sicurezza.
E non corrono neanche i treni in quest'Italia sotto zero. Forti sono stati i disagi nell'Italia imbiancata con convogli cancellati e ritardi fino a 300 minuti, sia su Intercity, Eurocity ed anche sulla tratta Alta Velocità. Il record, però è dell'intercity 1641 Milano-Taranto, partito dal capoluogo lombardo venerdì sera alle 22,15, e giunto alla stazione jonica ieri pomeriggio intorno alle 16,45, con sette ore di ritardo. Con una nota Trenitalia ha fatto sapere che «l'eccezionale ondata di maltempo che imperversa sull'intera Europa e che grava ormai da diverse ore sull'area centro settentrionale del nostro Paese sta condizionando la regolare circolazione ferroviaria, determinando forti rallentamenti su alcune linee, inclusa quella ad Alta Velocità».
L'Italia della neve non ha neanche volato: chiusi nella mattinata di ieri gli aeroporti di Venezia, Gorizia, Firenze e Bologna e solo da mezzogiorno in poi le piste hanno potuto consentire di nuovo decolli e atterraggi. L'ultimo a riaprire è stato Ronchi dei Legionari, alle 15,45. L'effetto a catena c'è comunque stato e anche gli aeroporti di Roma e Milano hanno dovuto incassare ritardi e cancellazioni. Un gruppo di viaggiatori che da Milano doveva andare a Palermo dopo due giorni di attesa ha minacciato di denunciare la compagnia.
I disagi invece si sono ben miscelati con la gioia di vedere tanta neve proprio sotto Natale, in città che non sono abituate ad essere imbiancate, come Firenze che si è svegliata in uno spettacolo suggestivo per abitanti e turisti abbagliati dalla cupola del Duomo e dai monumenti più celebri ricoperti dalla candida coltre. I bambini hanno trovato le scuole chiuse e la vacanza forzata li ha certo rallegrati, come è successo in altre località della Toscana, a Modena, Parma, Ravenna e La Spezia. Le città d'arte sotto la neve sono ancora più interessanti, se non si aggiungono altri disagi, come l'acqua alta che a Venezia ha messo alla prova chiunque volesse godere di uno spettacolo inusuale.