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Data: 20/12/2009
Testata giornalistica: Il Centro
Tartassati e terremotati. Agli aquilani nulla viene risparmiato in questo duro 2009. Il pasticcio ... di Luigi Vicinanza

Tartassati e terremotati. Agli aquilani nulla viene risparmiato in questo duro 2009. Il pasticcio delle tasse è tale che perfino il governatore Gianni Chiodi si dichiara scontento della soluzione adottata giovedì in consiglio dei ministri. Era a Roma, la sera precedente gli avevano fatto leggere un testo del provvedimento, all'indomani ne è spuntato un altro decisamente peggiore. Se è deluso lui, che di professione fa il commercialista, figurarsi i contribuenti più deboli.
Nel governo, assente Berlusconi, s'è consumato un silenzioso strappo; ha prevalso Tremonti che di dare altri soldi all'Abruzzo non ci pensa proprio. Il pignolo ministro dell'Economia ritiene che per questo sisma si siano già spesi ingenti fondi per fronteggiare l'emergenza e realizzare il piano case, vanto della Protezione civile e del premier. Bertolaso e Gianni Letta stavolta hanno dovuto cedere, aspettando tempi migliori. Bertolaso, da leader quale è, c'ha messo anche in questa occasione la sua faccia annunciando in conferenza stampa i termini di un decreto deludente.
Ma un altro strappo sembra essersi consumato in quelle stesse ore all'interno del fronte chiamiamolo così pro-Abruzzo. Chiodi non si è fatto vedere a Roma insieme a Bertolaso nell'incontro con stampa e tv. Probabilmente aveva altri impegni, ma l'assenza è apparsa al di là delle intenzioni come una presa di distanze. I due dal 6 aprile lavorano fianco a fianco. Il capo della Protezione civile è un protagonista, il presidente dell'Abruzzo ha scelto il basso profilo. Con l'avvicinarsi del nuovo anno, però, Chiodi rivendica i suoi poteri commissariali, ottenuti sulla carta ma senza l'apporto di quella struttura operativa che gli consente di esercitare la sua missione. Mentre nello stesso consiglio dei ministri di giovedì Bertolaso ha accettato di restare alla guida della Protezione civile per un altro anno. Saggia decisione. Sia di Berlusconi che l'ha sollecitata, sia del sottosegretario che ha acconsentito. E' l'unica buona notizia uscita da quella riunione di governo. Nelle settimane scorse s'è avvertita una insana fretta di mandar in pensione Mister Terremoto. Condivisa a destra come a sinistra. Per quanto riguarda il groviglio delle tasse bisognerà aspettare ancora, fa sapere Palazzo Chigi. Si confida in un colpo di teatro del premier, una volta rimessosi completamente dalla folle e sciagurata aggressione di Milano. Tacciono imbarazzati i parlamentari abruzzesi della maggioranza di centrodestra; questa vicenda dimostra quanto sia debole la loro rappresentanza politica. Non hanno autonomia di azione, possono al massimo sperare in un gesto di liberalità del Principe, ovvero del capo del governo. Davvero poco per dei rappresentanti del popolo. Che almeno non lascino totalmente solo Chiodi nell'esprimere il suo dissenso. Altrimenti l'Abruzzo, già debole sul piano politico, è destinato a scivolare sempre più al rango di una sottoprefettura romana. A farne le spese gli indifesi cittadini. Una ingiustizia.

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