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Data: 21/12/2009
Testata giornalistica: Corriere della Sera
Premier, più 7 punti di popolarità dopo l'aggressione. Quasi un italiano su quattro approva il gesto di Tartaglia

L'episodio di piazza Duomo ha radicalizzato le opinioni: quasi un italiano su quattro approva il gesto di Tartaglia

L' attentato a Berlusconi ha avuto importanti conse­guenze sullo scenario po­litico. Da un verso, si è assistito, anche da parte di alcuni esponenti di rilievo, ad una forte accentuazione dei toni, con accuse reciproche, talvolta anche assai violente. Dall'altro, vi è chi ha sottolineato come l'episodio di Milano costituisca un significativo segnale d'al­larme, che dovrebbe indurre ad abbassare il livello dello scontro e a iniziare a lavorare concretamente per l'attuazione delle riforme di cui il Paese ha biso­gno. Nessuno può dire se nelle prossime settimane il clima si farà ancora più rovente o, se, viceversa, si imboccherà una strada di confronto fattivo e di maggiore ragionevolezza. Molto dipenderà dalle scelte che farà lo stesso Berlusconi.

Quello che è cer­to è che questi ultimi giorni hanno visto, nell'ambi­to dell'opinione pubblica, una intensa radicalizza­zione delle diverse posizioni. Il favore verso il Cava­liere ha mostrato una crescita nella sua diffusione e, specialmente, nella sua intensità. Al tempo stesso, sull'altro fronte, si sono accentuate - pur restando minoritarie - le opinioni più radicali, di aperta osti­lità verso la persona del presidente del Consiglio. Tanto che, sulla base di diversi sondaggi effettuati in questi giorni, si può stimare che una quota oscil­lante dal 20 al 25% degli italiani approvi il gesto di Tartaglia, motivata principalmente dalla convinzio­ne che il premier sia un pericolo per il Paese. Dall'altro verso, come si è detto, nella restante parte della popolazione, la popolarità di Berlusco­ni si è accresciuta. Lo indica anche il giudizio sul presidente del Consiglio: a metà novembre, il 48,6% degli italiani dava una valutazione positiva del Cavaliere. Oggi questa quota è salita al 55,9%. Il trend si è manifestato in tutti i settori dell'elettora­to, con una particolare intensità però tra i più gio­vani, e tra i cattolici praticanti. Il livello del consen­so è naturalmente molto più elevato tra gli elettori del Pdl (95%) e della Lega (77%). Tra i votanti per l'opposizione, prevalgono ovviamente i giudizi cri­tici verso il premier, che superano qui l'80%. Ma anche in questo caso si registra comunque un au­mento delle valutazioni positive per Berlusconi che raggiungono, ad esempio, il 17% tra gli elettori del Pd.

L'elemento più importante, però, è la cre­scita di popolarità tra chi dichiara di essere oggi perplesso su quale partito votare: nel segmento cruciale degli indecisi, il consenso per Berlusconi giunge oggi al 58%. Un dato assai promettente in vista delle - ancora lontane, ma sempre più vici­ne - elezioni regionali di marzo. Questo clima di opinione più positivo per il Ca­valiere si riflette anche sui giudizi riguardo all'ope­rato del governo. Che raccoglie oggi nuovamente più del 50% di valutazioni favorevoli, questa volta specie tra i più anziani, con una crescita rispetto ai mesi scorsi. Nell'insieme, dunque, ad una parte di cittadini sempre più favorevole a Berlusconi, si contrappo­ne un'ostilità sempre più intensa. Tanto che la frat­tura tra le opposte opinioni e appartenenze che si sta sviluppando oggi appare, in certi (per fortuna limitati) casi, simile al tifo. È uno degli effetti della personalizzazione della politica e della sempre mi­nore presenza della capacità e attività di mediazio­ne dei partiti. Per questo, sarebbe opportuno che le forze politiche unissero in qualche misura i loro sforzi per ritornare ad un clima di dibattito e di confronto.

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