Ghiaccio bollente fra Gianni Teodoro e il sindaco Luigi Albore Mascia. L'incontro di ieri, anziché riavvicinare le parti, le ha tenute a debita distanza. Il casus belli è noto: il contratto dell'architetto Antonio Biase, responsabile dell'area Lavori pubblici, voluto e difeso a spada tratta dall'assessore. Teodoro ha chiesto una proroga semestrale, così da portare a casa qualche progetto importante firmato politicamente dal suo assessorato e tecnicamente dall'architetto, e una opzione sul diritto di scegliere l'eventuale successore di Biase. A queste condizioni il sindaco non ci sta e non può starci, visto il subbuglio che scatenerebbe fra gli altri partner della coalizione. Teodoro ricorda che gli accordi erano questi e che non farà un passo indietro, anzi invita a rispettarli, sennò...E agita continuamente lo spettro delle dimissioni, che qualcuno in Giunta accetterebbe dopo un minuto, mentre altri lavorano di cesello per rimettere insieme i cocci. Teodoro è convinto che Masci e gli altri ce l'hanno con lui sul piano personale, gli altri giurano e spergiurano che no, di personale non c'è nulla. Il vero problema sarebbe l'immobilismo dell'area Lavori pubblici, il cui responsabile è appunto l'architetto Antonio Biase, che finora non avrebbe prodotto alcun progetto, bloccando di fatto l'operatività del Comune. Un gap che giustifica sia i maldipancia della maggioranza sia i quotidiani attacchi dell'opposizione che parla di «Amministrazione assente che non ha fatto nulla in sei mesi». Questo è quanto accaduto nel back-stage, in aula c'è stato tempo almeno anche per approvare all'unanimità (28 voti sui 28 presenti) la mozione presentata da Sospiri e Blasioli che prova a salvare il posto dei 31 lavoratori in forza alla società interinale. Costituita la società Pescara Parcheggi, si è deciso di aggiungere "esperienza e professionalità" ai requisiti preferenziali del bando pubblico, che doveva privilegiare finora solo l'anzianità d'iscrizione nelle liste di collocamento e il reddito basso dei potenziali concorrenti