Aveva preannunciato azioni eclatanti, ieri ha fatto la prima mossa: via fax, Gianni Teodoro ha rimesso nelle mani del sindaco le sue deleghe di assessore ai Lavori pubblici e alla Polizia urbana. Lo hanno seguito nella protesta i suoi consiglieri: Massimiliano Pignoli, che s'è dimesso da vicepresidente vicario del consiglio comunale; e Vincenzo Di Noi che ieri sera poco prima delle 20 ha firmato per lasciare la presidenza della commissione commercio. La notizia aveva cominciato a circolare nel tardo pomeriggio in termini ben più clamorosi: «Teodoro s'è dimesso» è stata la prima versione di una situazione che s'è rivelata poi diversa per forma e sostanza.
Le ragioni dello strappo sono note: il sindaco Luigi Mascia non intende rinnovare il contratto al dirigente ai lavori pubblici Antonio Biase, in scadenza il 31 dicembre. Colpa forse dei ritardi nell'avvio di cantieri importanti, dunque più della politica c'entra l'efficienza di una struttura strategica decisiva per le sorti dell'amministrazione comunale. La scelta del cambio è caldeggiata in particolar modo da Carlo Masci e da Pescara Futura, che sulla visione della città ha costruito anni di impegno e consensi: un patrimonio che in mancanza di risultati rischia di svanire: e questo nè Masci nè tantomeno Mascia e Sospiri del Pdl possono consentirlo.
La questione diventa politica nel momento in cui, sostituendo Biase, si calpesta l'alleanza con Teodoro: l'architetto è un po' il braccio destro dell'assessore, togliere lui vuol dire privare il politico di un fondamentale punto di riferimento. Tutto questo nel momento in cui sono in pentola opere pubbliche importanti, alcune pronte per essere appaltate e altre da finanziare e progettare. Tra queste il fantomatico tunnel sotto il fiume tra le due riviere, progetto che Teodoro difende con forza al punto da aver già annunciato per gennaio l'affidamento di uno studio di fattibilità; tunnel che però il resto della coalizione non considera affatto urgente e neppure fattibile visto che presenterà costi proibitivi. Divergenze che si sommano a divergenze, dunque.
Il sindaco ha confermato di essere irremovibile: «Il dirigente non sarà riconfermato. Certe scelte spettano al sindaco, cioè a me - ha aggiunto Luigi Albore Mascia mai così tanto determinato -, come a me spetta assegnare deleghe in giunta, visto che sono stato eletto dai cittadini». Albore Mascia tuttavia tende la mano: «Auspico che Teodoro ci ripensi, spero che il Natale gli porti consiglio» ha detto il sindaco prima di andare a cena al Nettuno con la sua maggioranza (i teddiboys avevano disdetto già dalla mattina). Brindisi.