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Pescara, 24/04/2026
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Data: 24/12/2009
Testata giornalistica: Il Centro
«I lavoratori Sevel a rischio licenziamento». Di Rocco (Cgil): prima del rilancio previsti 3 anni bui, presto un tavolo con la Regione

Atessa. Nell'incontro di Roma la Fiat ha garantito che lo stabilimento è strategico, ma la ripresa avverrà non prima del 2014

ATESSA. Resta uno stabilimento strategico nei piani Fiat, ma solo dal 2014 tornerà a produrre 220mila furgoni. Passi una nuova ondata di cassa integrazione per l'anno prossimo, ma che ne sarà dei tre anni successivi?
La domanda la pone al presidente della Regione, Gianni Chiodi, il responsabile provinciale della Fiom-Cgil, Marco Di Rocco (a destra nella foto), all'indomani del vertice di Roma tra governo, Fiat e parti sociali. «L'amministratore delegato della Fiat, Sergio Marchionne», dice Di Rocco, «ha garantito l'importanza della Sevel nella produzione dei veicoli commerciali, ma la crisi è tanto pesante che solo nel 2014 torneremo a fare 220mila furgoni l'anno. Nel 2008 sono stati 257mila, quest'anno 117mila, 200mila nel 2007. Ora, nel 2009 ci sono state 29 settimane di cassa integrazione su 52 a disposizione: poiché il 2010 sarà critico come questo che si conclude», prosegue Di Rocco, «in pratica si azzererà la cassa integrazione ordinaria. Se aspettiamo il 2014 per il rilancio, ci saranno tre anni di sofferenze con esuberi e licenziamenti. Allora la Regione convochi Fiat e parti sociali per trasformare in piano industriale ciò che dice Marchionne e scrivere che si ricorrerà agli ammortizzatori sociali e non ai licenziamenti. Ci vuole un accordo-quadro per arrivare al 2014 in maniera indolore».
Di altro parere è l'assessore regionale Mauro Febbo (Pdl) (a sinistra nella foto). «Il piano di riassetto di Marchionne», sostiene Febbo, «conferma che la produzione del Ducato continua e, dunque, sarà garantita l'occupazione. Come giunta regionale siamo stati sempre presenti ai tavoli nazionali in silenzio ma con risultati proficui».

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