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Data: 27/12/2009
Testata giornalistica: Il Messaggero
Ex Torrieri, addio al progetto unitario. In sede di conferenza dei servizi il Comune ha incassato il "no" della Sangritana

Lanciano. L'azienda vuole mantenere la vecchia linea ferrata per farne una metropolitana di superficie

LANCIANO - Addio al progetto unitario tra il Comune di Lanciano e la Sangritana per la riqualificazione delle aree dismesse della ferrovia e di quelle attigue dell'ex calzificio Torrieri, a ridosso dell'ippodromo Villa delle Rose. Anni di studi e dibattiti si sono liquefatti nel momento decisivo della conferenze dei servizi dei vari enti e soggetti interessati. Prima si chiamava "Stu" (società di trasformazione urbana), poi è diventato "Programma integrato di intervento", adesso è tutta acqua passata: il Comune va da una parte, la Sangritana in altra direzione. E chissà se e quando i due progetti vedranno la luce.
Cosa è successo? Semplice: in sede di conferenza dei servizi, l'Amministrazione comunale ha dovuto incassare il "no" del nuovo presidente della Sangritana, Pasquale Di Nardo, che pure è di centro destra come la Giunta di Lanciano, per il megaprogetto che, in sintesi, puntava ad utilizzare le aree dismesse della Sangritana e quelle dell'ex Torrieri in un piccolo quartiere residenziale. La Sangritana, ovviamente con il placet della Regione che è l'azionista unico dell'Ente, vuole mantenere la vecchia linea ferrata: pare, per farne una metropolitana di superficie tra Lanciano e San Vito. Particolare curioso: la tesi di Di Nardo è pressoché la stessa che prima sosteneva l'ex presidente della Sangritana, Loredana Di Lorenzo, di centro sinistra.
Il sindaco Paolini, comunque, non appare preoccupato più di tanto. «Andremo avanti da soli - dice - perché l'area dell'ex Torrieri va riqualificata con spazi verdi e palazzine adeguate: i proprietari dei vari lotti hanno già trovato un accordo in questo senso». Certo il Comune può fare da solo, ma non sarà un percorso facile: potrebbe aprirsi un contenzioso con la Sangritana; poi, ci sono alcune associazioni ambientaliste che si battono contro la costruzione di edifici nell'area dell'ex Torrieri. «Noi - sottolinea Marcello D'Ovidio, presidente dell'"Altritalia" - diciamo che basta radere al suolo gli edifici che rappresentano la storia industriale di Lanciano, magari per sostituirli con colate di cemento. Ci restano solo l'ex calzificio Torrieri e l'ex stazione della Sangritana: mettiamo da parte i progetti edilizi e facciamone il polo della memoria dell'industria, dell'artigianato e del commercio della città».


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