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Data: 27/12/2009
Testata giornalistica: Il Messaggero
Sempre meno pensioni d'anzianità. Si lavora di più: nel 2008 sono crollate di oltre il 50%

ROMA. Sono sempre meno i lavoratori che lasciano l'impiego anticipatamente, prima cioè dell'età prevista per la pensione di vecchiaia. Secondo i dati dell'Inps, le pensioni di anzianità sono infatti crollate nei primi 11 mesi dell'anno: i trattamenti sono stati 91.925, il 53% in meno rispetto al 2008 quando furono, nell'intero anno, 196.522.
Un dato che, anticipa il presidente dell'Inps Antonio Mastrapasqua, è il migliore dal 2002 e dimostra che le riforme delle pensioni "hanno funzionato". L'istituto, ha anticipato inoltre Mastrapasqua, chiuderà il 2009 con 6-7 miliardi di avanzo finanziario. Dimezzati dunque i trattamenti pensionistici anticipati rispetto all'età di vecchiaia. Il calo più forte si evidenza in particolare tra le pensioni di anzianità nella gestione dei lavoratori dipendenti, con 52.132 nuovi assegni, a fronte dei 120.626 erogati nell'intero 2008. Aumentano, invece, le pensioni di vecchiaia (65 anni per gli uomini, 60 per le donne), anche se in numero inferiore rispetto alle previsioni.
Quest'anno i lavoratori privati andati in pensione per limiti di età sono stati, nei primi 11 mesi, 152.546, in aumento del 63,1% rispetto ai 93.512 dell'intero 2008, ma in forte calo rispetto ai 210.940 previsti. Nel 2009 quindi, anche a causa dell'inasprimento dei criteri per la pensione anticipata, si è rimasti al lavoro più a lungo, andando a riposo in media oltre i 60 anni. Nel complesso, tra vecchiaia e anzianità nei primi 11 mesi dell'anno sono uscite 244.471 persone a fronte delle 290.034 dell'intero 2008 (con un -15,7%), un dato in calo anche rispetto alle previsioni (312.190 le uscite attese).
L'Inps sottolinea che si tratta dei dati migliori dal 2002. «Possiamo affermare - ha commentato Mastrapasqua - che le riforme delle pensioni hanno funzionato, generando un arretramento delle pensioni di anzianità».
Secondo il presidente Inps non c'è solo un'effetto-riforma, ma anche una maggiore disponibilità delle persone a restare al lavoro. «Siamo abbondantemente sopra i 60 anni di età per l'uscita dal lavoro», spiega Mastrapasqua. E intanto i conti dell'istituto di previdenza mostrano un buon andamento: «Riteniamo di chiudere il 2009 con 6-7 miliardi di avanzo finanziario - ha concluso il presidente dell'Inps - ma il risultato potrebbe essere anche molto superiore».

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