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Data: 27/12/2009
Testata giornalistica: Il Messaggero
Le tasse restano sospese, Berlusconi: «Cosa già fatta»

L'ulteriore proroga della sospensione delle tasse è cosa «già fatta» per Silvio Berlusconi. L'annuncio è arrivato dalla viva voce del premier, in collegamento telefonico con gli sfollati durante la cena di Natale alla Finanza. «Anche le imposte - ha detto Berlusconi - sono state rinviate: faremo un'ordinanza della Protezione Civile, ma è come se fosse già stata emessa, come avevamo promesso». I contenuti del provvedimento, che dovrebbe essere reso noto domani, sono però ancora "oscuri". La questione ruota attorno a un interrogativo: la proroga sarà per tutti o no? Le categorie hanno mantenuto alta la mobilitazione, anche in questi giorni di festa. Proprio alla vigilia di Natale, infatti, ci sono stati prima un incontro con Bertolaso e il prefetto, poi un sit in a piazza Duomo.
«Siamo determinati a chiedere la proroga dell'esenzione dalle tasse per tutte le categorie» hanno tuonato sindacati e associazioni. «Vogliamo andare avanti nella nostra mobilitazione - ha spiegato il direttore di Confcommercio, Celso Cioni -. È importante per noi, in un momento in cui la priorità è rilanciare lo sviluppo produttivo, ottenere l'esenzione per tutti». «Non ci basta - hanno annunciato le categorie - il discorso di aiutare solo i più deboli perché tutta la città è colpita dal problema del terremoto». Ieri la presidente della Provincia, Stefania Pezzopane, ha rilanciato: sospensione per tutti e fino a fine 2010. «Giustizia vorrebbe che le imposte venissero sospese per tutto il 2010. Se dovesse essere confermata l'ipotesi di una sospensione fino a giugno allora manterremo alta la mobilitazione per un'ulteriore proroga».
Nella sue telefonate natalizie Berlusconi ha toccato anche altri temi che riguardano il terremoto. La prima la mattina del 24, a Radio Anch'io: «All'Aquila abbiamo realizzato un miracolo che ha permesso di dare le case a tutti coloro che le avevano perse e creare dal nulla una città di oltre trentamila abitanti in pochi mesi. Di questo dobbiamo essere, come cittadini italiani, estremamente orgogliosi perché mai a seguito di una catastrofe naturale i Paesi hanno saputo reagire nel modo in cui abbiamo saputo reagire noi». Il Cavaliere ha "replicato" mentre alla Finanza si stava brindando prima del cenone della Vigilia. «Negli ultimi nove mesi - ha esordito il premier - sono venuto all'Aquila tante di quelle volte che ormai mi sento anche io un pò abruzzese». Berlusconi poi si è "scusato" dell'assenza: «Avevo programmato da tempo di esserci - ha detto agli sfollati- invece i medici mi hanno ordinato di non uscire ancora da casa. Ma con questa telefonata sono lì con voi a farvi gli auguri più affettuosi che si fanno agli amici più cari».
Il Cavaliere ha quindi elogiato gli abitanti della regione: «Gli abruzzesi sono tosti, generosi, orgogliosi, fieri e concreti. In questo abbiamo in comune la cultura del fare. Ed è con questa cultura - ha proseguito - che siamo riusciti a superare anche il gossip e le campagne che ci hanno scatenato contro. Ma alla fine i risultati positivi non sono mancati. In particolare quella di costruire subito delle case nuove, vere, confortevoli e non delle baraccopoli come successo in altri terremoti». «Il prossimo passo che dovremo fare - ha proseguito - è quello di mettersi al lavoro per la ricostruzione: un lavoro lungo, sul quale ci si dovrà impegnare sotto la guida del presidente della Regione».

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