VASTO - Un presidio davanti alla stazione di Vasto-San Salvo per indurre i vertici delle Ferrovie dello Stato a rivalutare lo scalo del Chietino. Lo hanno animato ieri mattina esponenti politici, attivisti e simpatizzanti dell'Idv, che hanno voluto così richiamare l'attenzione delle istituzioni sulla inaccettabile e perdurante penalizzazione dello scalo ferroviario vastese. A guidare la protesta è stato il consigliere regionale del partito di Antonio Di Pietro, Paolo Palomba, che ha preso lo spunto dall'ultimo affronto patito, la soppressione dell'Intercity "Lecce-Torino" delle 9.43, l'unico collegamento diretto, senza cioè cambi intermedi, con il capoluogo piemontese: «Si comincia così - ha tuonato Palomba - e si finirà magari con il totale declassamento della stazione. Il nostro timore è che si voglia presto arrivare, su tutta la dorsale adriatica, a salvaguardare una sola stazione importante per ogni regione. Tre mesi fa - ha detto - ho presentato un'interrogazione alla giunta regionale, ma non ho ancora avuto risposte dall'assessore ai Trasporti, Giandonato Morra. Eppure lo svuotamento di Vasto-San Salvo è sotto gli occhi di tutti: biglietteria a mezzo servizio e distributori automatici di frequente inutilizzabili. E dire che questa è la seconda stazione d'Abruzzo per importanza, a servizio di centomila residenti». Con Palomba c'erano, tra gli altri, i consiglieri provinciali, Eliana Menna e Michelino Natale, gli assessori comunali di Vasto e San Salvo, Corrado Sabatini e Francesco Mazzaferro, il capogruppo dell'Idv al consiglio comunale, Alfredo Bontempo. Il loro sit-in ha incontrato il favore dei viaggiatori, per lo più studenti e pendolari che riprendevano il treno per raggiungere le località di studio e di lavoro dopo le festività. A sostenere la lotta per la salvaguardia della stazione è anche Giovanni Mariotti, consigliere provinciale di San Salvo di Sinistra Ecologia e Libertà, che ha lanciato su Facebook un'agguerrita campagna di sensibilizzazione.