MILANO. Un autista dell'Atm, l'azienda dei trasporti milanesi, è accusato di aver venduto cocaina a colleghi che lavorano nel trasporto pubblico locale. La Procura di Milano ha notificato a lui e ad altre tre persone, presunti spacciatori attivi nella periferia sud della città, l'avviso di chiusura delle indagini. «Non esiste alcuna inchiesta sulla Atm - ha precisato il procuratore aggiunto Ferdinando Pomarici - L'indagine riguarda un solo dipendente dell'azienda su 8.500». «La Procura non ci ha informato di niente - ha spiegato il vicesindaco di Milano e assessore ai Trasporti, Riccardo De Corato -. Quando ci arriverà notizia dalla Procura, potremo approfondire e prendere provvedimenti». Certo, ha aggiunto, «si tratterebbe dello 0,01% dei dipendenti Atm», ovvero una persona su 8.500. Nell'ambito dell'inchiesta non sono state richieste misure di custodia cautelare (i quattro sono indagati a piede libero) e non sono stati effettuati sequestri di stupefacenti. Nei confronti del dipendente Atm non si sa se ci sarà una richiesta di rinvio a giudizio o di archiviazione. All'autista, in particolare, viene contestata la cessione di piccole quantità di droga, venduta, a quanto pare, anche a due colleghi.