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Pescara, 24/04/2026
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Data: 30/12/2009
Testata giornalistica: Il Centro
Ryanair non molla: stop ai voli italiani. Dal 23 gennaio se Enac non cede sui passaporti. Air Italy: date a noi le rotte

ROMA. Ryanair contro tutti, ferma nella sua battaglia contro le regole italiane che permettono ai passeggeri di salire a bordo degli aerei mostrando «patenti di guida, tesserini aziendali, anche solo una licenza di pesca». Il gigante delle lowcost europee non cede al pressing dell'Enac, l'autorità per l'aviazione civile. E insiste nel chiedere di poter accettare solo passeggeri che abbiano il passaporto o la carta d'identità. Per «problemi di sicurezza». E se non sarà così, ribadiscono i manager della più grande lowcost europea, allora meglio lasciare gli aerei a terra.
Stop confermato alle rotte in Italia dal 23 gennaio. E' scontro aperto: «dire che per questo uno se ne va via dall'Italia - commenta Vito Riggio, presidente Enac - mi sembra davvero una sparata propagandistica che probabilmente nasconde altri problemi». E il dg Alessio Quaranta ha scritto all'amministratore delegato di Ryanair, Micheal O'Leary, bollando come «pretestuoso» il riferimento a eventuali problemi di sicurezza, l'Enac è intervenuto «per far rispettare una norma di legge», «ogni altra considerazione appare superflua ed irrispettosa del sistema giurisdizionale italiano». E chiama in causa Interno e Trasporti convocando per il 7 gennaio il comitato Interministeriale per la sicurezza del trasporto aereo e degli aeroporti. Sempre il 7 è convocata Ryanair. La compagnia irlandese, che ha dichiarato l'obiettivo «di superare Alitalia il prossimo anno per diventare n.1» nel nostro mercato, si dice «obbligata a cancellare le sue rotte nazionali in Italia poichè la sicurezza di questi voli è stata minacciata dall'insistenza di Enac che i passeggeri vengano accettati senza una identificazione sicura». Stop ai voli finchè «questa ordinanza illegale e contro la sicurezza non sarà rimossa». Si fa avanti Air Italy: a Roma Ciampino, Alghero, Bari, Bologna, Brindisi, Milano, Bergamo, Pescara, Pisa e Trapani, «siamo pronti a subentrare». Contro Ryanair anche i sindacati. «Pretende - dice Rossi, Filt-Cgil - di operare fuori dalle regole del Paese e lo fa anche per altre leggi italiane a partire da quelle del lavoro». Genovesi, Fit Cisl, teme che lo scontro celi un «ridisegno delle rotte e dei collegamenti interni» con «una nuova fase di costante riduzione di voli e offerta commerciale».

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