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Data: 30/12/2009
Testata giornalistica: Il Messaggero
Anche l'Udc tira fuori le unghie: «A noi l'assessorato di Teodoro. Fedeli, non fessi», ultimatum a Pastore: o si cambia oppure usciamo

Appuntamento subito dopo il brindisi di Capodanno, anche se il sindaco preme per avere una soluzione in tempo per la conferenza stampa del 31 (ottima scelta: è il giorno in cui i giornali non lavorano). Road map precisa per uscire dalla sesta crisi in sei mesi: tavolo politico con le forze della maggioranza; maggior peso gerarchico ai partiti-partiti Pdl e Udc; briglia corta alle liste civiche (Masci e Teodoro) che tanti guai stanno causando con la loro fibrillazione perenne; precedenza ai progetti strategici per la città. E già che ci siamo, un posto in giunta anche per l'Udc, che da terza forza della coalizione si è accontentata finora dell'orpello della presidenza del consiglio, di qualche promessa e di troppe pacche sulle spalle. Messa così è una chiara strizzata d'occhio a poltrone e deleghe del dimissionario Teodoro. La novità è che nella crisi scatenata dalla riedizione dicembrina del caso-Teodoro si è insinuata anche l'Udc, decisa a far valere il peso dei suoi due voti (gli stessi dei Teddiboys) a sostegno della maggioranza di centrodestra. Ieri mattina lo stato maggiore del partito, Dogali, Colalongo, De Vico, ha bussato alla porta del senatore Pastore, leader cittadino del Pdl, per mettere in chiaro un paio di cose: essere alleati fedeli non significa essere fessi. Punto secondo, di impiccarsi per Biase, il dirigente del lavori pubblici sulla cui riconferma Gianni Teodoro si sta giocando la sopravvivenza politica, il partito di Casini non ha alcuna voglia. Anzi, con l'aria movimentista che tira, l'Udc può tranquilamente dire addio a una maggioranza che giudica immobile: «Entro gennaio l'azione amministrativa del centrodestra - è stato l'ultimatum - deve finalmente cominciare. Altrimenti usciamo dalla maggioranza». Non è un ultimatum da prendere a ridere, perché come hanno ricordato i tre a Pastore, la giunta Mascia si è già salvata un paio di volte con i voti decisivo dell'Udc. E su faccende di un certo peso, come il piano parcheggi e l'accordo di programma Angelini-Fater.
La novità è che da Pastore, da sempre indicato come grande tutor dei Teddiboys, è arrivata una sostanziale apertura: il tavolo politico si farà tra il due e il tre gennaio, subito dopo la pausa di San Silvestro, e pazienza se nel frattempo il contratto del dirigente Biase andrà in scadenza. Sulla possibilità di salvare il tecnico di fiducia di Teodoro, insomma, non scommette più nessuno, tanto è vero che da Biase, architetto titolare di un avviato studio professionale, arrivano segnali di guerra con l'annuncio di una causa civile al Comune per i danni di immagine. Resta da capire se Teodoro deciderà di inabissarsi con il suo dirigente o se, come molti sostengono, fingerà una difesa strenua per arrendersi, alla fine, all'evidenza dei fatti. Una cosa è chiara: senza posti di governo la lista civica dei fratelli di San Donato non avrebbe ossigeno vitale. E dopo aver collezionato strappi a ripetizione con centrodestra e centrosinistra, un nuovo Aventino sarebbe la pietra tombale sul movimento.
Resta da vedere con quanti cerotti ne uscirà il sindaco Luigi Albore Mascia, garante politico dell'alleanza con Teodoro, per il quale tenne in congelatore deleghe pesanti come lavori pubblici e polizia municipale dopo la prima sfuriata post elettorale. Dopo sei mesi di risse continue è arrivato il momento dei tavoli politici e delle protesi delle segreterie a un'amministrazione paralizzata dalla competizione tra alleati. A tutto ciò l'Udc ha deciso di dire basta in base al principio: «Competizione sì, ma per migliorare la città e non per farsi male tra parenti».
In questo clima si va oggi all'ultimo consiglio comunale dell'anno. Tra poltrone e cda di seconda fila (difensore civico, abrogato dalla finanziaria, e museo delle genti) si annida la mina vagante della revoca della delibera per le pistole ai vigili urbani. E' uno dei cavalli di battaglia di Lista Teodoro, che della linea filo leghista legge-ordine-ronde ha fatto il princinpale cavallo di battaglia. Per Mascia è ultimo brivido, poi finalmente vacanza fino a Capodanno.

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