AVEZZANO - Con i nuovi orari, e per una serie incredibile di coincidenze, è ormai normalità andare a Roma da Avezzano, e viceversa, impiegando lo stesso tempo che occorre per andare dalla Capitale a Milano con i treni superveloci. Lo hanno calcolato i pendolari: il trasporto ferroviario tra la Marsica e Roma è sempre più criticabile: le Ferrovie cambiano gli orari, ma i servizi peggiorano. Ora si comincia a parlare anche di mancanza di sicurezza nella stazione di Roma Tiburtina. Con il cambiamento dell'orario avvenuto il 13 dicembre scorso, i tempi di percorrenza sono aumentati, con maggiori disagi per chi viaggia. Il treno che porta gli studenti ad Avezzano, anziché essere anticipato, come era stato chiesto anche dai dirigenti scolastici, è stato posticipato di due minuti: anziché alle 8,03, ora arriva alle 8,05; poi c'è il ritardo ormai fisiologico che va dai cinque ai dieci minuti ed i ragazzi arrivano a scuola ancora più tardi. Nel pomeriggio, dopo il treno delle 16,15 da Avezzano per Roma, ce n'è uno alle 19,10 che arriva a Tiburtina alle 22,01; in pratica, per percorrere circa cento chilometri, impiega quasi tre ore (come da Roma a Milano appunto). A Tiburtina, riferisce Rita Tabacco, pendolare da trent'anni, «è diventato tutto più pericoloso, poiché si viene convogliati in un cunicolo, coperto da traversine attraverso le quali filtra acqua, che porta direttamente all'esterno della stazione; non esistono sistemi di sicurezza, non si vede un agente della Polfer e le indicazioni sono sommarie; i treni sempre sporchi sono costretti a procedere a passo d'uomo». Il treno 2376, in partenza da Tiburtina alle 18,35 e diretto a Pescara, ha un orario molto largo, tanto che arriva a Tivoli, dopo cioè trenta chilometri, anche con quindici minuti di anticipo e poi rimane fermo ad attendere l'orario di partenza.