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Data: 31/12/2009
Testata giornalistica: Corriere della Sera
Marche e Abruzzo contro Trenitalia «Aprire un tavolo al ministero con l'Ad Moretti e le regioni interessate»

Spacca chiede l'intervento del governo
Manifestazione nella stazione di Ancona contro i tagli e
le soppressioni delle fermate lungo la dorsale adriatica

MILANO - Ha scelto una forma di protesta clamorosa il presidente delle Marche Gian Mario Spacca: insieme ad assessori, parlamentari marchigiani, sindaci, rappresentanti della Province, dei sindacati e delle associazioni dei consumatori ha simbolicamente occupato il primo binario della stazione ferroviaria di Ancona. Cinque minuti, il tempo necessario per far ritardare la partenza di un treno regionale diretto a San Benedetto del Tronto (Ascoli Piceno). Il tutto per dire no ai tagli e alle soppressioni delle fermate previste nella tratta marchigiana e in generale lungo la dorsale adriatica dall'orario invernale di Trenitalia, entrato in vigore il 13 dicembre. «Non possiamo accettare che le Marche vengano emarginate dal grande traffico ferroviario - ha detto Spacca -. Chiediamo l'apertura di un tavolo al ministero con l'amministratore delegato di Trenitalia Moretti e le altre Regioni interessate per avere un piano a lungo termine per l'interconnessione dell'Italia centrale con i collegamenti nazionali e internazionali su ferro. Se ci sarà un'apertura in questo senso siamo disponibili a integrare il contratto di servizio in modo da dare più servizi anche ai pendolari».

NO ALL'EMARGINAZIONE - «Basta subire le scelte e i tagli di Trenitalia - ha aggiunto l'assessore regionale ai Trasporti Pietro Marcolini -. Le Marche devono alzare la testa e pretendere più attenzione». Sul primo binario ad Ancona c'erano un centinaio di persone, con slogan come "No all'emarginazione del territorio", "No treni, no parti", "Non solo alta velocità". «La prossima volta bloccheremo la stazione per mezza giornata» minaccia la senatrice del Pd Marina Magistrelli. Alla manifestazione hanno partecipato politici di entrambi gli schieramenti «a dimostrazione di quanto sia sentito il problema dei pendolari -ha ribadito Marcolini-, che si sono visti scippare circa trenta fermate soppresse lungo la dorsale adriatica. Non bisogna dimenticare che il governo è l'azionista unico delle Ferrovie e quindi il primo responsabile del definanziamento per gli interventi sull'Adriatico».

MOBILITATO ANCHE L'ABRUZZO - Il fronte anti-Trenitalia coinvolge anche altre regioni, come l'Abruzzo, escluse dagli investimenti dell'alta velocità, «unica cosa che sembra interessare al momento Trenitalia» attacca Marcolini. Nei prossimi giorni è in programma un incontro aperto alle Province di Ascoli Piceno, Teramo e Chieti. Secondo l'assessore ai Trasporti della provincia di Pesaro-Urbino, Renato Minardi, «dalla protesta è emersa la linea comune di istituzioni, amministratori, sindacati e associazioni dei consumatori: si è aperta una vertenza unitaria contro le Ferrovie dello Stato, ma anche contro il governo». «La nostra è una protesta, ma anche una proposta che ha due sbocchi - conclude Marcolini -. Uno istituzionale: la presenza qui dei parlamentari anticipa l'iniziativa presso la commissione Trasporti e il ministero; l'altro riguarda il ripristino immediato degli orari, con l'integrazione della regione Abruzzo e di eventuali mezzi sostitutivi e integrativi per non far venire meno i collegamenti per i pendolari».

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