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Pescara, 24/04/2026
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Data: 31/12/2009
Testata giornalistica: Il Messaggero
Lavoro, il nuovo anno non spazzerà la crisi. Di Odoardo, Cgil: «Commesse in caduta, l'occupazione nei prossimi mesi ne soffrirà tantissimo»

Sotto metafora, il segretario provinciale della Cgil Giampaolo Di Odoardo, in riferimento alla crisi economica teramana, non riesce a comprendere se la luce nel tunnel sia quella dell'entrata o dell'uscita. Nel 2009, dati di fine novembre, le ore di cassa integrazione in provincia di Teramo sono passate da circa 3,6 mln del 2008 a più di 8 milioni attuali: «Un aumento spaventoso - chiosa Di Odoardo - a cui si deve aggiungere un 30% di salario che percepisce in meno il lavoratore; in questo modo la nostra provincia si impoverisce sempre più». Scarseggia anche la liquidità delle aziende per ripartire «questo quando i due pilastri dell'economia locale, turismo e manifatturiero, si stanno sfaldando». A Teramo i comparti che stanno soffrendo maggiormente sono per il segretario Cgil quello del tessile abbigliamento, del metalmeccanico e del legno, poi tutti gli altri anche se l'agroalimentare mostra qualche segno di stabilità. «Richiedo che per la sua specificità, Teramo diventi un caso nazionale, che si apra un tavolo con il ministero». Per il futuro Di Odoardo si mostra pessimista e i prossimi 4-5 mesi saranno per il sindacalista «tremendi dal punto di vista occupazionale: le commesse sono in caduta libera e l'occupazione ne soffrirà tantissimo, ora bisognerà vedere se si rifinanzierà la cassa integrazione». Nemmeno Giampiero Dozzi della Fiom Cgil è ottimista: «Non vedo iniziative incisive da parte degli attori politici, non c'è un'idea di quello che deve essere l'economia teramana, la vertenza Teramo non esiste e dal Master Plan escono 20 mln di euro per la Val Peligna». Nel suo comparto, il metalmeccanico, i cali di produttività raggiungono picchi del 60%, mediamente del 30. Sempre nel suo settore sono 2112 i lavoratori che usufruiscono degli ammortizzatori sociali: delle 56 aziende sindacalizzate solo tre non ne hanno fatto richiesta. «E sta per esaurirsi il periodo di cassa integrazione a disposizione delle aziende senza un intervento concreto che le possa sostenere». Per i prossimi mesi Dozzi individua le future criticità: Atr, Bentel e Veco di Martinsicuro. Antonio Liberatori della Fim Cisl parla di «scrollatina d'albero che dovrà ancora avvenire e che porterà problemi a livello occupazionale per via della cassa integrazione ordinaria che sta per terminare, aggravando di fatto la situazione di molte aziende al di sotto delle 15 unità». «Questa crisi ha aguzzato l'ingegno a chi aveva voglia di evadere - ricorda Giovanni Signorile della Feneal Uil - un fenomeno soprattutto che riguarda il settore dell'edilizia: si sono allungate le maglie della vigilanza».





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