Oggi il vertice di maggioranza per tentare di conciliare le proproste sul futuro dell'assessore ribelle: c'è chi lo vorrebbe fuori comunque
Le battaglie di principio sono belle, la real politik è meglio. Proprio nel segno della real politik, la Giunta Mascia ha chiuso l'anno vecchio e apre il 2010. Oggi è in programma un vertice fra i partner di maggioranza per definire nei dettagli la situazione relativa al "caso" Teodoro. Dentro o fuori l'assessore "ribelle"? C'è un'anima, consistente in verità, del centrodestra che vorrebbe farlo fuori a prescindere sia che Teodoro accetti il ridimensionamento (solo la delega ai Lavori pubblici, tranne Demanio marittimo e Polizia municipale e l'addio all'architetto Antonio Biase) sia che non accetti ritrovandosi escluso dalla Giunta. Sono in molti ad addebitare a Teodoro la scarsa operatività amministrativa, gli stessi ritengono che, una volta rimosso lo zazzeruto assessore la macchina comunale camminerebbe speditamente. C'è la tentazione di dare un segnale forte, di dare una svolta e sappiamo già che, se davvero Teodoro fosse messo alla porta, il successore sarebbe un uomo del Pdl di assoluto rigore: parliamo di Armando Foschi, attualmente presidente della Commissione Lavori pubblici, dunque uno che già conosce bene il settore e in più vanta una solida esperienza amministrativa, una garanzia, insomma, non nuna scommessa. Ma c'è anche un'altra parte della maggioranza che punta a una ricomposizione fra le parti perché, pur non sopportando le "bizze" di Teodoro, ritiene la rottura un salto nel buio per due motivi: il primo è relativo all'immagine negativa che un rimpasto dopo soli sei mesi darebbe alla Giunta; il secondo riguarda il rischio di ritrovarsi Teodoro all'opposizione, con la conseguenza di un ostruzionismo senza tregua al bilancio, un rischio che la maggioranza non vuole e non può correre. Cui prodest una rottura vera? A nessuno, ovviamente, questo lo sanno tutti, a cominciare da Mascia e Teodoro.