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Pescara, 24/04/2026
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Data: 02/01/2010
Testata giornalistica: Il Messaggero
Il Pdl silura Teodoro «Fuori dalla giunta». Si riunisce il tavolo politico, il sindaco Mascia ha deciso

Se la notte avrà portato consiglio, lo sapremo oggi. Sapremo cioè se il sindaco Luigi Albore Mascia sarà disposto a concedere un'altra chances a Gianni Teodoro rinnovandogli la fiducia in giunta. Cosa che non è, al momento di scrivere. Le ultime alzate di testa dell'assessore dissidente hanno convinto il primo cittadino a spezzare la corda che Teodoro ha fin qui troppo e troppe volte tirato. La misura è colma, come dimostra l'irrigidimento improvviso di Luigi Mascia. Fino all'ultimo il sindaco aveva teso la mano all'alleato recalcitrante e ancora l'altro ieri smentiva d'aver usato nei suoi confronti toni da ultimatum, «non è nel mio stile» aveva ribadito. Ma lo stesso Albore Mascia aveva anche aggiunto di non essere a sua volta disposto a subire diktat, «tantomeno per scelte che sono di competenza del sindaco, come questa del dirigente ai Lavori pubblici». Albore Mascia ha infatti deciso di sostituire l'architetto Antonio Biase con un altro dirigente di sua fiducia, che sarebbe l'ingegner Tino Taraborrelli. Scelta per la quale il resto della giunta, compatto, s'è schierato al suo fianco: «La città è ferma, i cantieri sono fermi e questo non possiamo permettercelo» hanno detto più voci autorevoli in giunta. Pareri ribaditi a gran voce alla cena del 23 dicembre scorso al Nettuno, alla quale l'assessore Teodoro, già in rotta con sindaco ed esecutivo, non si presentò. Uno strappo legato alla riconferma dell'architetto Biase nel ruolo di dirigente ai lavori pubblici, che Teodoro ha sostenuto e rivendicato commettendo però l'errore di esporsi all'eccesso. E non essendo la prima volta che tirava la corda oltre il limite, ecco che qualcosa si è rotto nella maggioranza: qualcosa di talmente grave da giustificare, nella testa del sindaco Mascia, l'esonero di Teodoro dalla giunta. Cosa che avverrà oggi, non prima di un'ultimo faccia a faccia del sindaco al tavolo politico del Pdl. Sembrava si fosse aperta nelle ultime ore una chances di riconferma per l'assessore dissidente, disponibile ad accettare la perdita di un paio di deleghe in giunta e ad accettare suo malgrado la sostituzione del dirigente Biase. Poi tutto è precipitato, con Teodoro da una parte che ha tentato di impallinare con duecento emendamenti il bilancio della Provincia mentre dall'altra, in Comune, riconsegnava le deleghe facendo dimettere dalle cariche i suoi due fedelissimi consiglieri, Di Noi e Pignoli. «Adesso basta» hanno tuonato i vertici del Pdl che oggi si riuniranno solo per concordare col sindaco l'uscita di scena di Teodoro. Come fu costretto a fare l'allora sindaco Pace.

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