Le polemiche e lo scontento palesato da diversi cittadini di Tortoreto per lo stato in cui si trova via Trieste, con i lavori del sottopasso in corso d'opera, costituivano, all'atto pratico, un falso problema o, comunque, una sola faccia del problema. Quello vero, infatti, riguarda la situazione in via Carducci, dove a ridosso della stazione ferroviaria è stato deciso di realizzare un sottopasso ciclo-pedonale; con la bozza di progetto illustrata dal tecnico delle ferrovie ingegner D'Eugenio. Un sottopasso stretto, angusto, poco illuminato e, per giunta, storto e poco rispettoso delle esigenze dei portatori di handicap. Di fronte alla pacifica "sommossa popolare" dei cittadini che abitano nel cuore del Lido, l'Amministrazione comunale di Tortoreto ha preso atto delle loro esigenze (e del futuro stesso della cittadina) e si è recata a Roma per confrontarsi con le Ferrovie dello Stato sul da farsi. La delegazione del Comune guidata dal sindaco Gino Monti e dall'assessore Antonio Di Giovanni, era composta anche da D'Eugenio e dall'architetto Di Febo. Alla fine della pacata discussione si è arrivati alla conclusione che il progetto potrà essere rivisto, ma che una parte degli oneri aggiuntivi dovranno giocoforza essere a carico dell'ente locale tortoretano. Il nuovo progetto sarà duplice, nel senso che verranno realizzti due sottopassi, uno nel luogo previsto con i dovuti aggiustamenti e il secondo all'interno dell'area della stazione, nel piccolo sottopasso da ampliare. «Abbiamo trovato molta disponibilità da parte degli interlocutori- ha commentato il dottor Di Giovanni, titolare anche della delega alla viabilità-, per fare due sottopassi dovremmo farci carico di 400 mila euro di spese, da destinate alla bretella di collegamento e ai lavori di aggiustamento del sottopasso interno alla stazione. Che sarà, voglio puntualizzarlo, solo pedonale e ad uso dei portatori di handicap. L'altro, quello da realizzare nel punto già illustrato, sarà a beneficio dei ciclisti e dei piccoli mezzi meccanici. Ma il nostro proposito, che ci è sembrato essere stato recepito, è quello di permettere il transito anche ai mezzi di soccorso»