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Pescara, 24/04/2026
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Data: 03/01/2010
Testata giornalistica: Il Messaggero
Il Pdl volta pagina, Teodoro fuori dalla giunta.Albore Mascia vorrebbe però le dimissioni dell'assessore irascibile. Al suo posto andrà un tecnico

Suicidarsi politicamente per accompagnare alla pensione l'ex dirigente dei lavori pubblici Antonio Biase, in virtù d'un patto pre elettorale da onorare, appare chiave di lettura troppo riduttiva e non in grado di assegnare un ragionevole perché alla rigida presa di posizione di Gianni Teodoro, politico navigato eppure stavolta arrivato alle estreme conseguenze. Fatto inconsueto per un democristiano come lui abituato a cadere sempre in piedi: vuoi perchè ha tirato troppo la corda, vuoi perchè tradito nel patto elettorale, da ieri Teodoro è oggi fuori dalla giunta. Manca solo l'ufficialità e per quella Albore Mascia aspetterà domani. In cuor suo il sindaco non vorrebbe arrivare al provvedimento estremo, piuttosto confida nelle dimissioni di Teodoro. Per sapere come andrà non resta che attendere.
Detto ciò, ci dev'esssere dell'altro dietro allo scontro feroce che ha portato Teodoro a rompere i rapporti, umani prima ancora che politici, col sindaco. Molti dettagli portano a pensare che si sia consumata la vendetta servita fredda di Carlo Masci, il quale premendo su Luigi Albore Mascia sia così riuscito ad ottenere la testa del suo nemico giurato: cioè di colui che nel 2003 gli negò il sostegno nella corsa a sindaco contro Luciano D'Alfonso. Di fronte al tradimento del patto elettorale, e di fronte alla decisione del sindaco di sostituire il dirigente Antonio Biase, Teodoro ha cominciato ad agitarsi vantando un peso politico che in realtà non ha. Tutto per salvare il salvabile e non dover deludere quegli elettori che lo avevano scelto nell'urna e quelli che ogni giorno si mettevano in fila davanti alla sua stanza a Palazzo di città. Qualcosa deve essere andato storto. Persino in Provincia Teodoro s'è visto sbarrare il passo: non è neppure stato rinnovato il contratto al suo fedelissimo Massimiliano Pignoli che da settembre lavorava nello staff del presidente Guerino Testa. Ma tant'è: per aver tirato troppo la cinghia si ritrova fuori dall'esecutivo. E mentre le componenti che sostengono il sindaco si agitano per accaparrarsi la sua ormai ex poltrona, spetta a Luigi Albore Mascia nominare il sostituto. Sarà un tecnico, presumibilmente a tempo. Poi, quando la tensione sfumerà, la parola ripasserà ai partiti che già scalpitano, lasciando presagire che questa soluzione tampone si rigiri contro una coalizione che già non ha dato prova di coesione. Passi per le donne inserite da esterne in giunta, ma un boccone così ghiotto non può andare ad un altro esterno, altrimenti uno che si candida a fare? Questa l'estrema sintesi dell'Armando Foschi pensiero, che da presidente della commissione consiliare lavori pubblici punta al salto di qualità. Ma anche l'Udc aveva rivendicato il posto per Vincenzo Dogali. Così come Masci lo avrebbe voluto per piazzare un suo uomo.
Allo stato delle cose la rosa dei papabili "esterni" prevede cinque possibilità e tra i papabili c'è il nome di Alfredo D'Ercole, architetto già rodato dal centrodestra in Comune dove è stato direttore dell'area tecnica dei lavori pubblici dal 1998 al 2003 (ma vanta anche la direzione dell'Ater dal 2004 al 2006, e la guida del comitato promotore di Pescara 2009). Intanto la domanda da porsi è che cosa faranno i consiglieri teodoriani Vincenzo Di Noi e Max Pignoli, come pure cosa farà Piernicola Teodoro, il fratello di Gianni che è presidente della circoscrizione Portanuova e gli altri tre consiglieri di quartiere eletti con la Lista Teodoro? In attesa di sviluppi, di sicuro c'è che al posto di Antonio Biase è in arrivo Tino Taraborrelli, l'ingegnere che con Pace sindaco seguì il collettore rivierasco. A lui si chiede di rimettere in moto i cantieri rimasti fermi per una crisi che, come in una telenovela, rimanda il finale all'ennesima puntata. Cioè a domani.

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