Iscriviti OnLine
 

Pescara, 24/04/2026
Visitatore n. 753.419



Data: 03/01/2010
Testata giornalistica: Il Messaggero
Aumento dei pedaggi autostradali, si infiamma la protesta. Frale: «Questo è il tratto più caro d'Italia». I residenti della Valle Siciliana minacciano azioni clamorose

Minacciano atti clamorosi i residenti dalla Valle Siciliana contro l'aumento "ingiustificato" di pochi giorni fa (+4,7%) dei pedaggi autostradali della Strada Dei Parchi. Chi da Colledara, da Isola del Gran Sasso, o da Tossicia si reca al lavoro nel vicino nucleo industriale di Basciano è costretto a sborsare tre euro al giorno: somma che alla fine dell'anno peserà abbondantemente sul bilancio familiare. Con un occhio alla prossima sentenza del Tar del Lazio del 20 gennaio prossimo, Raimondo Sfrattoni, ex consigliere provinciale e presidente del locale comitato in difesa dei diritti degli automobilisti, minaccia quantomeno il ripetersi dell'azione svolta diverso tempo fa quando lui assieme ad altre persone bloccarono il traffico non pagando il biglietto, impegnando di conseguenza gli addetti all'emissione del verbale di mancato pagamento, procedura che di fatto bloccò il casello. Al "Bar Franca" di Colledara, l'ex assessore Gesidio Frale ha raccolto i malumori della gente che rivelano il compimento di atti eclatanti come il blocco dell'autostrada o altro che non intendono dichiarare «per non dare un vantaggio a Toto». «Abbiamo il tratto di autostrada più caro d'Italia, se non d'Europa - sottolinea Frale - nei 9.700 metri fino alla barriera di Basciano paghiamo la media di 15 cent a km, il doppio degli altri tratti nazionali». Inoltre, «chi arriva a Basciano da Colledara è costretto a pagare il pedaggio fino a Teramo» chiosa Sfrattoni, che difende la categoria dei pendolari e ricorda come sull'A24 non siano presenti nel tratto teramano i rifornimenti autostradali, quindi tutta la gamma di servizi fino a quelli igienici. «Sono assenti anche i pannelli fonoassorbenti che l'allora ad Maccarelli disse di occuparsene». «Auspico che Provincia e Catarra - interviene l'ex presidente D'Agostino - siano determinati a perseguire le azioni già intraprese, perché tali aumenti sono ingiustificati, addirittura in contrasto con le norme del contratto di concessione che impongono investimenti, fatti solo per una parte». Stella polare: il price cup. Il 20 gennaio, quindi, il Tar del Lazio si esprimerà sulla legittimità degli aumenti applicati da Toto nei ricorsi separati presentati da Regione Abruzzo, Provincia di Teramo e Comunità montana Gran Sasso-Laga. In una sentenza precedente i ricorrenti, sempre per ciò che riguarda stessa materia, ebbero la meglio sulla Strada dei Parchi, ma si ebbe il ribaltone in sede di Consiglio di Stato perché uno dei ricorrenti (Regione Lazio) a detta dei giudici non mostrava i caratteri di "utenza". Ora però i romani sono stati bypassati e pertanto in Provincia si è molto più fiduciosi dal momento che l'ente collettivo si presenta al contempo in veste di utente dell'A24. Altrimenti «parte la rivoluzione», minacciano in coro a Colledara.

www.filtabruzzo.it ~ cgil@filtabruzzo.it