TERAMO. «La situazione è drammatica. Nel 2009 la cassa integrazione ordinaria è aumentata al ritmo di quasi un milione di ore al mese, nel Teramano. E non ci sono segnali di inversione di tendenza». Il presidente dell'Inps, Aldo Verna, guarda con preoccupazione al futuro.
«Nel 2010 la situazione già difficile in molti settori», spiega Verna, «sarà acuita da fatto che molte aziende arriveranno al tetto massimo per la cassa integrazione». Infatti le aziende possono usufruire di 52 settimane di cassa integrazione (Cig) nell'arco di due anni. E finita quella ordinaria l'unica strada è la straordinaria o direttamente il licenziamento. Per cui purtroppo è facile prevedere che nel 2010 saranno centinaia i posti di lavoro persi. «Non a caso i sindacati», aggiunge il presidente, «avevano chiesto, invano, il raddoppio del periodo. Il governo, a dire il vero, aveva modificato la legge per cui se si usufruisce di un solo giorno di cassa non conta come si usasse un'intera settimana, come accadeva prima. Questo, nei fatti, ha allungato un po' il periodo e ha dato un po' di fiato alle imprese». Ma dopo un anno di crisi - la Cig è aumentata del 1.403% in un anno - il peggio non sembra essere passato. Molte imprese teramane dalla Cig sono passate alla straordinaria (+235% in un anno), segno che la crisi da passeggera è diventata strutturale. «Non accenna a diminuire nemmeno il ricorso alla cassa integrazione ordinaria», fa notare il presidente, «anzi si aggiungono nuove aziende che non vi avevano mai fatto ricorso».
Secondo i dati dell'Inps, aggiornati a novembre, i settori più in crisi sono il meccanico (con un milione 400mila ore di Cig e un milione di Cigs), il tessile (un milione 275mila ore di Cig e 647mila di Cigs), il legno (803mila ore di Cig e 115mila di Cigs). Rispetto a un anno fa, all'inizio della crisi, guisto per fare un esempio, la Cig del settore meccanico è aumentata del 4.003%, quella del chimico del 2.441%, quella del legno del 1.315%.
«Il 2010 sarà ancora un anno di forte crisi», conclude Verna, «non si intravede la ripresa. Lo stesso governo ha previsto in Finanziaria che si può derogare alla spesa solo per gli ammortizzatori sociali».