Dibattito anche sul sito del Centro «Problemi accentuati dal terremoto le abitazioni vanno rese sicure»
PRATOLA. «Una strada che balla da anni e che è diventata ancora più ballerina dopo il terremoto del 6 aprile. Ogni volta che passano i pullman di linea o i mezzi pesanti tremano tutte la case. Andrebbe vietato il transito dei mezzi pesanti». È quanto denunciano e chiedono i residenti di Pie' de la Forma, il popoloso quartiere di Pratola. Una denuncia che arriva a qualche giorno dal crollo del soffitto di un'abitazione. Un incidente che ha causato il ferimento di una giovane coppia di farmacisti che stava dormendo. La segnalazione del fenomeno con cui convivono da anni centinaia di pratolani è arrivata anche sul sito Internet del Centro. Si è infatti aperta una discussione on line subito dopo l'episodio. Quanti abitano tra via De Nino e via Trieste, le due strade che costeggiano la casa interessata dal crollo, devono convivere con una situazione preoccupante e pericolosa. La stessa descritta ieri da tanti residenti. «Le nostre case sono state realizzate subito dopo la guerra su una zona alluvionale», spiega Pietro Di Roberto, «e ogni minimo spostamento del terreno viene amplificato in maniera esponenziale. Ce ne accorgiamo tutti i giorni quando transitano i pullman di linea: dentro casa si balla, i vetri delle finestre tremano, fanno rumore persino i piatti nelle credenze. Ogni giorno è un supplizio con cui siamo costretti a convivere».
Il crollo nell'abitazione, lesionata dal sisma ma dichiarata agibile dalla Protezione civile, ha riacceso il dibattito. E molti tornano a invocare provvedimenti da parte dell'amministrazione comunale. Che già ha vietato il transito di bus e camion in via De Nino. Ma il provvedimento sembra non bastare. I residenti di via Trieste, dove è stato dirottato il flusso del traffico pesante che prima passava su via De Nino, alzano la voce. «Nel mio locale si balla anche senza musica», afferma ironicamente il gestore di una scuola di ballo che ha la sede proprio su quella strada, «da anni abbiamo chiesto al Comune una soluzione al problema ma, invece di risolverlo, lo hanno accentuato. Non vorremmo che prima o poi ci scappi una tragedia visto che l'altro giorno non si è verificata solo per puro miracolo».
«Le case andrebbero tutte fortificate», suggerisce Daviduccio, 86 anni, figura storica di Pie' de la Forma, «l'istabilità delle fondamenta delle nostre case è dovuta ai bombardamenti della Seconda guerra mondiale che hanno interessato la nostra zona ritenuta dai tedeschi strategica per la presenza della ferrovia e del fiume. E la ricostruzione è stata fatta sulle macerie e senza tenere conto della fragilità del suolo devastato dalle bombe».