ROMA. Prima notizia: l'inflazione nel 2009 è stata dello 0,8%, la più bassa da 50 anni a questa parte. Seconda: a dicembre però era già all'1% e con tendenza alla crescita. Terza: anche allo 0,8% l'inflazione è costata alle famiglie, dicono Federconsumatori e Adusbef, 240 euro. Quarta: i nostri stipendi, dice l'Ocse, valgono il 32,3% in meno rispetto alla media degli altri paesi europei e sono al ventitreesimo posto nella classifica dei paesi maggiormente industrializzati.
Notizie di giornata dal fronte crisi. Lo 0,8% di inflazione, infatti, è legata al calo dei consumi e alla conseguente diminuizione dei prezzi. Tanto che il ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola, sottolinea come «la ripresa tendenziale dell'inflazione a dicembre è un indice di ripresa dei consumi e delle attività economiche» e come «in questa fase di avvio della ripresa dobbiamo impegnarci a rilanciare la crescita, ma anche a tenere sotto controllo i prezzi per evitare effetti speculativi soprattutto sui prodotti di largo consumo». Il ministro, a proposito di controlli, cita la convocazione per il 19 gennaio dei produttori della pasta da parte di Mister prezzi.
Il problema inflazione, però, riguarda anche le tariffe. Treno, per dire, tanto che chi l'ha preso per andare in vacanza se n'è accorto. Lo dice anche l'Istat analizzando l'aumento dell'inflazione a dicembre (+0,2% rispetto a novembre): a spingere l'indice sono stati i rincari nel settore trasporti.
I treni, spiegano all'Istituto nazionale di statistica, hanno segnato un +6,3% rispetto a novembre (il Roma-Firenze Alta Velocità, per esempio, passato da 39,90 a 44 euro) e un +11,9% rispetto al dicembre 2008. Impennata del 12,3% anche per le tariffe aeree (su novembre), ma si sa che l'alta stagione qui pesa e infatti rispetto all'anno precedente siamo al 17% in meno. Aumenti anche nel settore assicurazioni (+5,3% su base annuale) e nei tabacchi (+2,3% rispetto al mese precedente e del 5,4% rispetto al 2008.
Lo 0,8% di inflazione su base annuale è il dato più basso dal 1959, dice l'Istat, quando l'inflazione segnò un +0,4%. Nel 2008 l'inflazione era stata 3,3%. Il ministro Scajola commentando il dato dice «che è la conferma della severità della crisi, ma anche del fatto che il potere di acquisto dei cittadini non è stato penalizzato ed è, anzi, in molti casi aumentato». La Cgil non è d'accordo: «Un risultato prevedibile - dice Agostino Megale, segretario confederale - a cui corrisponde una crescita zero dei salari. Le retribuzioni, infatti, secondo quanto da noi elaborato, cresceranno dello 0,8%. E non solo salari che non crescono, ma reddito disponibile che diminuisce dello 0,5% e, nel Mezzogiorno, dello 0,8%».