Signor direttore, la frettolosa consegna delle aree per i lavori della filovia, compiuta dalla amministrazione comunale di Pescara, peraltro con semplice delibera di giunta e in dispregio all'obbligo di sottoporre il progetto esecutivo all'esame del consiglio, è una grave prevaricazione della volontà di migliaia di cittadini, ancora in attesa, dopo molti mesi, che si discuta la proposta, da loro avanzata a termini di regolamento, di localizzare la filovia sul nuovo asse viario ricavato dal collegamento via Caravaggio-via Ferrari-ponte nuovo Camuzzi; un percorso di 25 km in grado di intercettare gran parte delle 120.000 auto che ogni giorno entrano a Pescara. Altro che i 5 km della strada parco!
Io mi auguro che i cittadini, benché assuefatti agli scandali della politica ed alla cattiva gestione del denaro pubblico, possano recuperare la capacità di indignarsi e di reagire a questo ulteriore scempio della città, della sua immagine, della qualità della vita.
Per parte nostra, abbiamo più volte allertato la corte dei conti e valuteremo, per il futuro, anche il ricorso alla "class action", a tutela di diritti consapevolmente sottratti ai cittadini.
E' indubbio, però, che avvalorare la realizzazione di un'opera così importante, avendo piena consapevolezza della mancanza dei documenti progettuali espressamente previsti dalla legge, quali lo studio di fattibilità, la valutazione di impatto ambientale e il piano finanziario, solleva molti interrogativi sulle non lievi responsabilità presenti e future della attuale amministrazione comunale.
(*) Presidente dell'Associazione Strada Parco