Il piano dell'assessore. Polemica sul pensionamento dei dirigenti a 70 anni
L'AQUILA. «I circa 290 cococo che l'attuale amministrazione regionale ha trovato al momento del suo insediamento, nel 2010 non verranno più prorogati». Lo dice l'assessore la Personale Federica Carpineta, commentando le iniziative messe in campo per riordinare la macchina amministrativa regionale. «Inoltre», aggiunte, «solo una parte dei posti che si renderanno vacanti attraverso i pensionamenti, verrà sostituita con nuovo personale, sempre selezionato attraverso concorsi pubblici».
«La regione è impegnata in un'azione di razionalizzazione e di riorganizzazione», spiega ancora, «che porterà nel breve e nel medio periodo a ridurre i posti della pianta organica (oltre ai tagli già effettuati) e a rinnovare contemporaneamente i ruoli. I 170 posti, che verranno messi a concorso», aggiunge «non incrementeranno la pianta organica, ma rapresenteranno il sistema per eliminare posizioni lavorative assunte in modo diretto e nominativo, che dovranno passare attraverso una selezione pubblica».
A conti fatti potrebbero essere una trentina in più, rispetto a quelli indicati dalla Carpineta, i posti riservati agli esterni da mettere a bando nei prossimi mesi per immettere forze fresche in Regione.
Si tratta della quota da sostituire del personale con 40 anni di contribuzione che andrà in pensionamento obbligatorio. Il numero si andrà ad aggiungere ai 170 posti per esterni previsti nel piano di verticalizzazione, cioè il piano di promozione del personale regionale.
Ma se la giunta svecchia il personale attraverso incentivi al pensionamento e nuovi concorsi, il Consiglio regionale, approva un emendamento collegato alla Finanziaria regionale, con il quale allunga fino a 70 anni la permanenza in servizio dei direttori regionali (in tutto 11), nonostante la normativa statale in questo comparto preveda un'età pensionabile massima di 65 anni.
Sono le contraddittorie strategie sulla riforma del personale attuate dai due organi della Regione Abruzzo: anzi, a voler essere precisi il Consiglio regionale, nella sessione di bilancio conclusasi all'alba del 30 dicembre scorso, ha smentito se stesso prima approvando le norme su pensionamenti e prepensionamenti proposte dalla Giunta nell'ambito del recepimento del decreto Brunetta e poi l'emendamento che allunga la vita pensionabile dei direttori. Il provvedimento presentato dalla maggioranza ha creato forte imbarazzo anche nel centrodestra. Tra coloro che hanno criticato duramente la decisione del Consiglio c'è proprio l'assessore Carpineta. Tra l'altro, l'emendamento, secondo fonti regionali, presenta forti dubbi di incostituzionalità e per questo sarebbe a forte rischio impugnazione da parte del Governo davanti alla Corte Costituzionale.