MONTESILVANO. Grazie a un atto mancante, la giunta comunale di Montesilvano rilancia la battaglia contro il filobus sulla strada parco. L'esecutivo ieri ha approvato la delibera con la quale, di fatto, blocca l'uso dell'ex tracciato ferroviario per la filovia. Insomma, la strada parco deve rimanere così com'è, senza veicoli di alcun genere. L'atto formale è foriero di uno scenario esplosivo sul piano amministrativo, oltre che politico. «Riteniamo», dichiara il sindaco Enzo Cantagallo «che il procedimento sulla filovia non si è concluso positivamente, in relazione alla conferenza dei servizi del primo luglio 2002: manca il provvedimento finale dell'Autorità proponente (Regione Abruzzo), quindi sono mancanti anche gli effetti e gli adempimenti correlati».
Contestualmente la giunta comunale, con l'approvazione avvenuta ieri della delibera in argomento, prende atto della «piena efficacia e validità» della delibera n. 109 del 2005, il cosidetto Piano particolareggiato 4 (Pp4), con il quale il consiglio comunale attualmente in carica stabilisce che la strada parco deve avere la «funzione di grande piazza pubblica allungata», e rimanere com'è adesso ad uso di pedoni e ciclisti.
Il Pp4, definitivamente approvato, fissa la nuova pianificazione urbanistica dell'intera area della strada parco, per la «valorizzazione degli spazi e di tutta l'area stessa (parchi, ecc.)». Sta di fatto che le posizioni fra gli uffici del settore Trasporti della Regione e il Comune di Montesilvano sullo spinoso argomento sono diametralmente opposte nella valutazione di merito del procedimento seguito. Nella nota inviata in municipio recentemente, la dirigenza del settore Trasporti regionale afferma nelle conclusioni che «appare impropria, e quindi fuori luogo, la considerazione del Comune di Montesilvano che ritiene non conclusa la conferenza dei servizi tenutasi il primo luglio 2002 in rapporto alla costruzione di un impianto elettrificato di trasporto pubblico locale fra Pescara e Montesilvano. Infatti la disposizione inopportunamente invocata, riportata al'articolo 14 della legge a riferimento (conclusione della conferenza dei servizi con assunzione di una determinazione di conclusione, da parte dell'amministrazione procedente, cioè della Regione Abruzzo), è stata introdotta solo l'11 febbraio 2005, con la legge n. 15, cioè circa due anni e mezzo dopo la conferenza stessa».
La giunta comunale, da parte sua, contesta con le controdeduzioni approvate ieri i rilievi amministrativi evidenziati dagli uffici regionali. «L'obbligo di assunzione della determinazione finale da parte dell'autorità procedurale», sostiene la giunta «è stata introdotta (...) da norme entrambe vigenti alla data di svolgimento della conferenza di servizi in tema. E' indispensabile che l'autorità procedente chiarisca in modo inoppugnabile, con atto formale, quale sia la volontà finale delle amministrazioni partecipanti alla conferenza...». Aggiungendo: «Fra l'altro, il consiglio comunale non si è mai espresso né prima né dopo la conferenza in ordine alla localizzazione dell'impianto della filovia».