Riavere un rappresentante in giunta. E' questa l'ultima richiesta avanzata dai teodoriani. Si passa così dal "caso Teodoro" a quello "Lista Teodoro". Ovvero l'attrito personale tra l'ex assessore ribelle ed il sindaco che non ha digerito la lesa maestà lascia spazio ad un nodo politico che coinvolge l'intero centrodestra cittadino. Rimasti in maggioranza per rispettare la volontà degli elettori, ma assumendo il ruolo di "sentinelle" pronte a vigilare su quel che non andrà in consiglio comunale, i teodoriani rispolverano il patto pre elettorale. E per loro - che col 5 per cento sono stati determinanti per l'elezione al primo turno di Luigi Albore Mascia e quindi per far incassare al centrodestra il premio di maggioranza - rivendicano i seguenti incarichi: un posto in giunta; la vice presidenza del consiglio comunale; la presidenza della commissione commercio. Quel che avevano prima della bufera. «Resta aperta la questione politica» spiega Gianni Teodoro, «nessuna retromarcia. Anzi, ripartiremo da dove ci siamo lasciati. E non rinunceremo agli accordi sottoscritti. Lotteremo perché venga ripristinata la declaratoria in quanto è illegittimo che certe opere vengano spostate dal settore dei Lavori pubblici. Valuteremo atto per atto, segnalando ciò che non rientrerà nelle linee programmatiche».
Concordi col capo, anche per ordini di scuderia, Max Pignoli e Vincenzo Di Noi. Per il primo: «Se questo che si è verificato è solo un cortocircuito, spero arrivi presto l'elettricista e sistemi tutto. Continuiamo ad essere una forza di maggioranza. E il sindaco ha sempre ribadito che era solo una questione caratteriale tra lui e Teodoro. Ma, sistemata quella, resta aperta la vicenda politica che necessita di un tavolo di confronto in cui chiederemo il rispetto degli accordi». Il che, tradotto, significa soprattutto riavere un assessorato. Conferma che al Messaggero giunge anche dal capogruppo Vincenzo Di Noi: «Dopo aver dato priorità alla volontà degli elettori nel vederci ancora in questo schieramento, ci interessa ritornare ai nostri posti. Non facciamo la guerra tanto per farla. Certamente però ci saranno rimostranze su un atto di revoca da assessore che non ha avuto ancora una soluzione politica». Si profilano pertanto nuove beghe per Albore Mascia che neanche tanto segretamente sperava di potersi godere i consensi che - ha detto lui - sta incassando con l'esonero di Teodoro e la nomina del nuovo assessore "tecnico" Alfredo D'Ercole. Ma le prossime mosse dei teddiboys saranno influenzate dall'iter di nomina di Giovanni Dell'Elce a presidente dell'Autorithy per l'Energia elettrica. Una manovra che per effetto domino porterebbe Lorenzo Sospiri in Parlamento lasciando il posto da consigliere regionale al primo dei non eletti: Maurizio Teodoro, fratello di Gianni. Proprio l'ipotesi di far tornare il fratello maggiore all'Emiciclo sarebbe la motivazione per cui Gianni Teodoro, furibondo per essere stato defenestrato, si sarebbe dato una calmata. Di più: se questo riposizionamento che parte da Roma dovesse andare a buon fine, la Lista Teodoro si scioglierebbe confluendo nel Pdl. Un percorso ipotizzato dallo stesso sindaco Albore Mascia, convinto che alla fine i teddiboys non avranno alternativa, considerato che passare dichiaratamente all'opposizione sarebbe per loro un suicidio politico. Ma confluire nel Pdl non significa farsi annullare e zittire. Almeno non è così per uno come Gianni Teodoro.