Comune Un serbatoio di voti che si è rivelato utile per centrodestra e centrosinistra ma al momento di amministrare, in maggioranza non è rimasto a lungo
Tutti lo vogliono per vincere le elezioni, tutti lo scaricano quando c'è da governare. E' il destino agro-dolce, sarebbe meglio dire la maledizione che insegue Gianni Teodoro: gli è già capitato tre volte, due con il centrodestra e una con il centrosinistra. La storia parte sempre fra grandi entusiami e finisce puntualmente tra liti feroci. Ha cominciato con Carlo Pace, quando si ritrovò fuori dalla Giunta dalla sera alla mattina senza neanche sapere perché, ha proseguito con Luciano D'Alfonso, che lo nominò vicesindaco ma senza poteri effettivi, ha finito con Luigi Albore Mascia, che pure di poteri e deleghe gliene aveva dati a bizzeffe. Fra le tre "botte", l'ultima è quella che brucia di più perché stavolta Teodoro, dopo la parentesi con D'Alfonso, sentiva di essere tornato a casa, nella grande famiglia del centrodestra, e ci aveva messo la faccia dalla prima ora, dando subito il sostegno alla candidatura a sindaco di Mascia. Sanguigno, fumantino, sempre pronto a salire sulle barricate per una parola data o per una promessa da mantenere, Teodoro si trova a disagio quando deve fare i conti con gli equilibrismi della politica. Fosse stato per lui sarebbe già passato sui banchi dell'opposizione, ma il leader riconosciuto della famiglia (il fratello Maurizio, in procinto di rientrare al Consiglio regionale) ha lavorato di cesello per ricondurlo a più miti consigli. Così, Gianni Teodoro, a denti stretti e schiumando rabbia, resta in maggioranza nel Consiglio comunale dopo essere già rientrato nell'alveo di centrodestra alla Provincia, dove è stato eletto nelle file del Pdl e non in una lista autonoma. Il personaggio non è di quelli che si rassegnano facilmente, per questo c'è da scommettere che sta già pensando alla rivincita e prima o poi tirerà fuori qualche numero a sensazione. Più che a velleitari ricorsi al Tar o alla Corte dei Conti, la sfida riparte dal bilancio e dai Lavori pubblici, dove l'ex assessore è pronto a spaccare il capello in quattro sui progetti che il nuovo assessore presenterà.