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Pescara, 28/04/2026
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Data: 08/01/2010
Testata giornalistica: La Nazione
Ritardi, rincari e disservizi: class actioncontro Ataf. Il Codacons: «Azienda inadempiente rispetto al contratto». E un gruppo di 350 utenti promuove la causa su Facebook

DOPO Publiacqua, è Ataf ad entrare nel mirino della class action. L'associazione dei consumatori Codacons sta infatti valutando di ricorrere all'azione giudiziaria collettiva, in vigore dallo scorso primo gennaio, «per il servizio disorganizzato che viene offerto ai cittadini dall'azienda di trasporto pubblico locale». «La gente si lamenta per le troppe corse saltate, le scarse e inadeguate informazioni sui cambiamenti di percorso e la sporcizia sui mezzi», spiega Silvia Bartolini, presidente di Codacons Toscana. «E tutto questo a fronte di un prezzo salato del biglietto, che è il più caro d'Italia». «I CONTINUI ritardi degli autobus - prosegue la Bartolini - provocano gravi problemi agli utenti, spesso costretti a fruire del servizio per andare a lavorare. E per capire di cosa si parla, basta fare qualche esempio. Nei giorni feriali ci vogliono dai 10 ai 15 minuti per percorrere il tratto stazione-Fortezza. La linea 6 segue un percorso lungo e contorto, tanto che gli autobus sono sempre sovraffollati, con conseguenti problemi di sicurezza a bordo». «Insomma, i disagi da sempre esistenti - aggiunge la presidente del Codacons Toscana - hanno subito un fortissimo peggioramento per l'incapacità di riorganizzare il servizio a seguito della pedonalizzazione di piazza del Duomo». Stando così le cose, gli estremi per la class action ci sono tutti. «Il servizio Ataf - spiega infatti la Bartolini - non rispetta affatto gli orari e gli standard di qualità. La conseguenza è che l'azienda è inadempiente rispetto al contratto di servizio». Nelle prossime settimane il Codacons si organizzerà per raccogliere le adesioni, coinvolgendo anche il gruppo che è nato a fine dicembre su Facebook e che conta già oltre 350 iscritti. Si chiama «Facciamo causa all'Ataf! Chiediamo indietro i soldi dell'abbonamento». Lo ha fondato Nina Romanelli, studentessa del liceo Michelangelo, ogni giorno alle prese con l'autobus della linea 6, sostenuta da suo cugino Mauro Romanelli, portavoce dei Verdi della Toscana. «CHI DI VOI ha fatto un abbonamento all'Ataf supponendo di ricevere un certo tipo di servizio, e ora, con i recenti cambiamenti ai percorsi e la diminuzione delle corse, si ritrova insoddisfatto?», si legge nella descrizione del gruppo. «Secondo noi è possibile chiedere un risarcimento per mancata corresponsione del servizio promesso. Proviamo a ipotizzare una causa collettiva? Se saremo tanti, con pochi euro a testa, forse riusciremo ad avere soddisfazione». Sulla bacheca i commenti degli iscritti sono eloquenti. La pedonalizzazione non è in discussione, ma c'è chi si lamenta, e sono i più, delle attese infinite alle fermate, chi se la prende con i verificatori («Con quale faccia un controllore Ataf viene a metterti una multa anche se il bus ha 50 minuti di ritardo e rischi di perdere la giornata lavorativa?», scrive Martin) e chi con i prezzi esosi («penso che il prezzo del biglietto sia scandalosamente alto. Va bene che si tratta di un monopolio naturale, con una domanda molto rigida... ma diamine un minimo di pudore!», commenta Bruno). In attesa di organizzare il ricorso contro Ataf, il Codacons ha lanciato a livello nazionale la class action contro Unicredit e Intesa San Paolo per la commissione di massimo scoperto. Proprio le banche saranno oggetto probabilmente di uno dei primi ricorsi che presenterà Adiconsum. L'associazione che difende i consumatori e l'ambiente è però più cauta. «Stiamo ancora valutando attentamente la normativa - dichiara Grazia Simone, presidente di Adiconsum Toscana - perché l'azione giudiziaria collettiva non è così semplice. Occorre infatti mettere insieme gli stessi interessi individuali, mentre spesso le situazioni, pur simili, sono diverse l'una dall'altra. Se presentiamo un ricorso dobbiamo essere sicuri di vincerlo, altrimenti si rischia di privare di efficacia lo strumento della class action».

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