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Data: 08/01/2010
Testata giornalistica: La Repubblica
Liberalizzazioni - La preoccupazione degli autisti. Crescioli (Filt-Cgil) «Se vincono loro noi chiudiamo»

Gramolati, Cgil: in Toscana dobbiamo affrontare il tema delle dimensioni delle aziende pubbliche

ATM, il colosso milanese dei trasporti manifesta interesse a partecipare alla gara per l'assegnazione del servizio di trasporto pubblico (tpl) che la Provincia bandirà per la provincia di Firenze. E gli autisti Ataf si preoccupano. Temono per il loro lavoro. «Se Atm ce la fa, Ataf chiude - riflette Daniele Crescioli della Filt-Cgil - La legge regionale garantisce l'occupazione e le stesse condizioni di lavoro in caso di passaggio da un'azienda a un'altra, ma l'esperienza insegna che poi non va esattamente così». Una preoccupazione diffusa in Ataf. Anche Fabiano Casini della Fit Cisl dichiara: «Qui si gioca una partita grossa e non sempre queste partite finiscono a favore dei lavoratori. Confidiamo che chi governa l'area si impegni a garantire loro il futuro. Tutto poi dipenderà da come si organizzerà Ataf». Anche secondo Crescioli si tratta di darsi da fare: «Ne cominceremo a parlare già da domani alla ripresa della trattativa con l'azienda: la creazione di un'azienda unica della mobilità che la Cgil ha sempre proposto adesso diventa una necessità». Perchè con in mano il solo bus, spiega Crescioli, è difficile gareggiare con l'azienda milanese «che gestisce bus, tram, metrò, parcheggi, rimozione auto e è alleata con il Gruppo torinese trasporti che si occupa perfino di treni». Un tema, l'aggregazione, su cui il presidente della Provincia Andrea Barducci concorda con il segretario fiorentino della Filt-Cgil, Carmignani, che propone un'unica azienda per tram e bus e un tavolo Comuni, Provincia, Ataf . Essere piccoli è un rischio, secondo il segretario toscano della Cgil, Alessio Gramolati: «Se in Toscana non affrontiamo il tema delle dimensioni delle aziende pubbliche, Ataf ma anche tutte le altre, rischiamo di diventare terra di conquista». Un rischio che, nel caso Atm non si sa però se si concretizzerà. «Un conto è fare la manifestazione di interesse e un altro partecipare alla gara», obietta Andrea Viciani della Filt Cgil territoriale. D'altra parte Atm manifestò l'interesse anche alla scorsa gara e poi non ne fece più di niente. Viciani non si impressiona: «E' ovvio che i lavoratori siano preoccupati. Ma le questioni adesso in Ataf sono altre. Per esempio, visto come va il bilancio, i Comuni soci manterranno le loro quote azionarie? Atm deve essere un invito a aprire la discussione su tutti i temi». Preoccupato soprattutto della «possibile deresponsabilizzazione» dalle questioni del trasporto pubblico dell'amministrazione il segretario provinciale Cgil Mauro Fuso: «L'arrivo dei milanesi sarebbe la goccia del vaso mai segnali ci sono già. Prima, con il cambio dei vertici Ataf sembrava che il sindaco Renzi si gettasse nell'arena. Poi però, con l'eliminazione della tramvia dal centro, la pedonalizzazione del Duomo di cui si è preso il merito ma ha scaricato su altri i problemi e la voglia di scontro con gli autisti, sembra volere allontanare da sé la responsabilità del trasporto pubblico». L'unico positivo, il segretario Ataf della Faisa Cisal, Americo Leoni: «Atm? Non mi preoccupo. Più un'azienda è grande e più ha tecnici capaci di organizzare il servizio»

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