Il Pd all'attacco della finanziara regionale 2010: «Noi i più penalizzati»
«Teramo è la provincia più penalizzata d'Abruzzo dalla finanziaria regionale 2010», sostiene il consigliere Pd Claudio Ruffini, che rievoca addirittura l'ex governatore Del Turco: «Con lui avremmo avuto condizioni nettamente migliori», chiarisce. Tra il Tordino ed il Vezzola «non si è visto un euro dei 6 milioni del protocollo d'intesa di maggio scorso» e Ruffini lamenta i ritardi di inizio lavoro sulla Pedemontana. «In ritardo» anche l'opera finanziata «ma già revocata» del IV lotto della Teramo mare: «Chiodi parla di speranze e non di certezze». Torna in auge «lo scippo» dei 5 mln di fondi Pit rivolti soprattutto alle zone montane. Nelle altre regioni i fondi comunitari sono già in corso di spesa «producendo effetti: qui da noi no». «Lo Stato ancora non s'impegna a ristorare il fondo di solidarietà (300 mln di euro in Abruzzo)». Ma il cahier de doléances del Pd non termina qui. «L'ultimo regalo« viene dai fondi ex Anas stornati alla Provincia per la cura delle strade: il piano triennale 2009 non «ha visto un becco d'un quattrino; i 27 mln di euro sono stati girati verso i trasporti» ci andranno di mezzo la Ss 150 e la Sp 259. I fondi Fas «si sono persi nei meandri della rimodulazione» fa capire il segretario provinciale Pd Peppino Di Luca e «nel frattempo le imprese teramane chiudono». Alla Val Vibrata è stata preferita la Valle Peligna, che ha ottenuto un finanziamento di 20 mln di euro. «Per il 2010 il turismo teramano non vedrà una lira, forse qualcosa nel 2011». E frattanto, al contrario di quello che avvenne con Del Turco, «vengono penalizzate» realtà importanti come la Bancatercas: «Un eccezionale veicolo di promozione verso cui l'ostacolo della sanità, sbandierato dal sindaco Brucchi, che impedirebbe l'elargizione del contributo, risulta essere invece più una sciocchezza che altro; i soldi ci sono». Circa l'occupazione teramana, Ernino D'Agostino lamenta che in sei mesi non vi è stato alcun momento di concertazione. Così come stanno al palo gli anticipi della Cig da parte delle banche o l'accesso al credito diretto alle Pmi; niente nemmeno sul fronte task force sul settore delle costruzioni. «Ci tolgono 5 mln di euro e Catarra, sdraiato supinamente su posizioni antiteramane, non dice nulla» s'infervora D'Agostino. Conclude il consigliere comunale Giovanni Cavallari che ricorda lo scippo dei 31 mln di euro per l'interramento della stazione, a cui si aggiunge la mutilazione della ciclopedonale. In ultimo, il parterre del Pd scandisce tutte le date di quelle che dovevano rappresentare l'apertura del Lotto zero.